Serve una legge elettorale

 Prendo lo spunto, ma solo lo spunto, da quello che potrebbe accadere alla Regione, cioè che l’assessore Tilde Minasi, nominata nemmeno una settimana fa e sedutasi, a stamani 15, una volta sola, potrebbe, per decesso di un altro, diventare senatore e, per incompatibilità, dovrebbe dimettersi da assessore regionale. Un bel guaio, dovuto però alle leggi elettorali. Da notare che ella è calabrese, mentre il trapassato è veneto: un altro arcano legale.

 Posso dire qualcosa di simile per Soverato, dove abbiamo votato a fine 2020, e ci toccherà rivotare nel 2022, sempre per effetto di legge elettorale.

 Andate con la memoria a tantissimi altri casi di elezioni di ogni livello, che comunque mettono in discussione gli assetti, e, per dirla in generale, creano problemi.

 Negli Stati Uniti, e ciò dal lontano 1776, si vota ogni quattro anni per il presidente, e, a metà mandato, per i rappresentanti: un buon espediente per misurare il consenso del partito del presidente. Sì, ma poi basta.

 In Francia, si vota ogni sette anni per il presidente.

 In Italia, si vota ogni due minuti per qualsiasi cosa. Serve una legge elettorale, una e sola e chiara.

 Bisogna votare a scadenza. Le scadenze devono essere omogenee, così andiamo a votare lo stesso giorno per qualsiasi cosa, e non succede che PD e 5stelle sono alleati alla Regione e acerrimi nemici al Comune di Cosenza.

 Bisogna abolire il secondo turno, quando il sindaco viene eletto con pochissimi voti, ed è dunque una lotteria.

 Se un senatore o deputato defunge o decade, si aspettino le prossime elezioni. Se un organo è sciolto, pazienza, aspettiamo.

Se ci sono incompatibilità, vanno appurate prima della candidatura e non dopo: e invece il Consiglio regionale calabrese, eletto un mese fa, ne ha almeno cinque sub iudice.

 Le candidature vanno presentate, perciò, tre mesi prima. Così non succede la raccolta di firme alle 11.50, ben nota.

 Bisogna consentire il voto per corrispondenza, bene inteso certificata. Così evitiamo spese e passeggiate fuori stagione. Vanno aboliti i calabresi immaginari, ben 400.000, che falsificano le statistiche e consentono quarti d’ora di erroneo piagnisteo ai salvapatria di turno.

 Eccetera. Non ho tutte le soluzioni, ma una cosa è certa: il sistema elettorale, così com’è, non va bene.

Ulderico Nisticò