Situazione disagiata per la Facoltà di Farmacia, ma nell’ateneo si festeggia

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Filippo Savica

Mi auguro che alla fine dei festeggiamenti dei grandi eventi promossi dall’università Magna Graecia si possa tornare alla normalità e cercare di rimanere con i piedi per terra.
Ancora una volta le energie non vengono convogliate sui problemi reali che attanagliano il nostro Ateneo e le Facoltà che ne fanno parte, mi riferisco in particolar modo alla Facoltà di Farmacia di cui faccio parte.
La Facoltà si trova di fronte a una serie di problematiche che stanno comportando un progressivo spopolamento caratterizzato dalla fuga degli studenti in altre sedi universitarie.
Lo studente di farmacia nonostante vanti una classe di Professori di grande spessore, non di certo può vantare di avere altri servizi.
Mi riferisco per esempio al fatto che lo studente è sito in un plesso distaccato dal campus (il plesso “Nini Barbieri” in Roccelletta di Borgia), difficilmente raggiungibile data la posizione e la scarsa affluenza di servizi di trasporto pubblici, che limitano/obbligano lo studente a viaggi forzati e attese interminabili.
Oltre a questo grava anche la pesante assenza di un servizio mensa o punto di ristoro che possa dare la possibilità agli studenti di provvedere a un pasto, tramutando i pranzi in merendine del distributore.
I punti di studio sono molto limitati, le aule scherne e prive di banchi spesso e volentieri in sovrannumero, laboratori didattici insufficienti in numero di postazioni a causa della mancata ristrutturazione di uno dei due laboratori quindi sia Professori che studenti sono costretti a turni assurdi per poter completare le ore previste nel programma didattico.
Un altro problema gravissimo è la mancanza dei reattivi necessari allo svolgimento delle attività didattiche all’interno dei laboratori che mettono a rischio la formazione del futuro farmacista, in quanto senza reagenti non è possibile effettuare le esercitazioni.
Il servizio di tutorato sembra essere stato abolito nonostante le varie richieste effettuate dalla classe dei rappresentanti della facoltà, che chiedevano ripetutamente la presenza dei tutor a causa dell’aumento della difficoltà e del numero dei bocciati per appello nelle varie materie.
Mi domando: perché uno studente dovrebbe scegliere di iscriversi e completare gli studi in questa drammatica situazione?!
Ci tengo a sottolineare anche che il numero di esami da sostenere supera di gran lunga quello di altri atenei, come mai?
Con questi presupposti direi che è proprio il caso di festeggiare, va tutto bene e gli studenti di farmacia sono contenti di pagare le tasse come tutti gli altri senza avere però gli stessi servizi dei colleghi del campus e di tutta Italia.
Ritengo che sia doveroso dare delle risposte alle centinaia di iscritti che giornalmente fanno sacrifici per rimanere a studiare a Catanzaro, trovando delle giustificazioni plausibili e spiegando come si possa essere arrivati a tal punto, persino ad avere una struttura inagibile.
Spero che dopo i vari brindisi e la fine dei concertini, si lavori per dare dignità agli studenti di Farmacia, e non si perdano ancora energie per “santificare l’evento” con la stesura di articoli, ma si provveda a dare solamente delle risposte certe a tutti quegli studenti che le attendono.

Filippo Savica,
Delegato regionale Forza Italia Giovani.

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