Sollievo dei sindacati e della comunità scolastica per il rinnovo della didattica a distanza


E’ stato accolto con sollievo dai sindacati e da gran parte della comunità scolastica il provvedimento del governatore f.f. Nino Spirlì di rinviare la riapertura delle classi in Calabria, che da oggi entra in zona “gialla rafforzata”, con le scuole primarie e secondarie nuovamente in didattica a distanza. Gli studenti delle superiori proseguiranno in Dad fino al 31 gennaio.

“Un pensiero affettuoso a tutta la comunità scolastica lametina, che ancora una volta, ne sono certa, tirerà fuori il meglio di sé per i nostri giovani”. L’augurio arriva dalla scrittrice Antonietta Vincenzo, autrice di una frase “eravamo felici e non lo sapevamo”, che il popolo del web ha scelto come emblema della pandemia, perché esprime la nostalgia di una vita normale. Intellettuali, operatori scolastici e sindacati commentano la situazione attuale e, in particolare, il decreto Sperlì, che, prevedendo misure più restrittive rispetto a quelle nazionali, si allinea con altre regioni a rischio di zona rossa.

“Questa pandemia è un dramma sociale – dice Vincenzo – il cui prezzo lo stanno pagando soprattutto i bambini e gli adolescenti, i quali, privati della scuola in presenza e dei veri rapporti umani, sono stati derubati di un pezzo importante della loro vita e del loro percorso evolutivo, nel quale si forma l’identità, sociale e psicologica”.

“Nonostante la Pandemia si espanda con un decorso continuo e costante- dice Carolina Caruso, pedagogista e presidente dell’Associazione Cespes- la Calabria è di nuovo commissariata, ma con scarsi risultati, per esempio siamo tristemente l’ultima regione nella somministrazione dei vaccini. Approvo il provvedimento del presidente facente funzioni Spirlì che posticipa la riapertura delle scuole in un momento di caos dei contagi, con indice Rt in aumento. Ancora una volta, le regioni non si allineano con le misure del governo che risultano illusorie; i dirigenti si ritrovano a perdere tempo nell’organizzazione dei calendari, che devono riformulare a ogni decreto, a ogni ordinanza e ad ogni ricorso al TAR. Purtroppo non è soltanto la scuola a non essere sicura, ma anche la libera circolazione urbana, con mezzi di trasporto che non hanno subito alcun tipo di intervento in termini di sicurezza. Non dimentichiamoci che Lamezia Terme infatti accoglie tutti gli studenti dell’hinterland che viaggiano tutti i giorni in pullman”.

Critico sulla situazione è Francesco Talarico, presidente regionale del sindacato Dirigenti Scuola: “Purtroppo, la Dad non regge più- dice- Per quanto i docenti abbiano fatto miracoli con totale dedizione e grande professionalità, la Dad è pur sempre una didattica di emergenza. Bisogna fare di tutto per tornare a scuola in presenza. Le scuole sono sicure, ma occorre mettere al sicuro il resto, in primis i trasporti”. Secondo Lucio Ficara, dirigente regionale Cgil, “ritornare a scuola, senza vaccinare immediatamente docenti e personale scolastico (mi chiedo che senso abbia la vaccinazione dei docenti a luglio) è un rischio notevole per tutti i lavoratori del settore scolastico. I problemi di contagio dentro le scuole non sono risolti. Mi riferisco, in particolare, ai trasporti, che sono gli stessi che abbiamo avuto da settembre fino ad oggi, e ai tracciamenti. Le Asp per lo più non sono in grado di tracciare e monitorare il caso positivo all’interno delle scuole”.

Molti studenti e genitori dichiarano di sentirsi più al sicuro in Dad. Un gruppo di studenti liceali scrive in una nota: “Appoggiamo e rispettiamo questa decisione presa dal presidente della regione, poiché il rischio da correre è piuttosto alto. Tutti noi pensiamo che il ritorno in DAD sia una scelta in parte giusta e, soprattutto, prudente, per prevenire una terza ondata. Sicuramente non possiamo esserne felici , perché la scuola in presenza ci manca molto. Ci manca la compagnia fisica dei nostri compagni e professori, con cui vorremmo condividere ogni singolo momento, ma preferiamo preservare la nostra salute e quella dei nostri familiari. Accettiamo di ritornare in DAD, che presenta dei limiti ma che può anche essere una risorsa, sperando che la situazione migliori e, soprattutto, speriamo tutti in un ritorno al più presto in presenza”.

Secondo Nino Tindiglia, responsabile regionale del sindacato Gilda: “Se le scuole sono state chiuse non è colpa degli insegnanti, che sono vittime, come gli allievi, di una pandemia che non ha eguali”.

Antonella Mongiardo