Sono tutti antifascisti, e un libro di storia

U. N., Anno cento E. F. ? Analisi politica del Fascismo ad un secolo dalla Marcia su Roma.

 Avete mai sentito dire che in Francia ci sia un partito bonapartista o in Inghilterra uno giacobita o uno prussiano in Germania? E no: la Prussia non esiste nemmeno sulle carte geografiche; Napoleone I e suo nipote il III si vedono sui monumenti; gli Stuart, in bei film storici. In Italia invece sono tutti, beh, quasi tutti, beh, molti… ci sono gli antifascisti non in senso di studio del passato, ma come se oggi, 25 ottobre 2022, ci fosse un Fascismo da combattere attivamente in quanto vivo e vegeto: l’ultima è la Meloni, il cui ministro Nordio, per tutta la carriera valente uomo di legge, si è in vecchiaia accorto che il Codice Penale del 1930 è firmato da Mussolini. Se ancora restano dei fascisti in senso genuino, essi dovrebbero essere contenti di questa ufficiale dichiarazione di loro esistenza in vita, anzi di essere in sana e robusta costituzione fisica.

 Ci sono dunque fascisti e antifascisti, in Italia. Ma siccome chi scrive ha fortissimi dubbi che gli antifascisti e i fascisti, e i neutrali, e soprattutto studenti e giovani, sappiano seriamente di cosa stanno parlando, serviva uno studio che raccontasse il Fascismo nelle sue originarie, cronologicamente remote (altro che la favola crociana degli Hyksos arrivati per caso!) radici idealistiche e volontaristiche e futuristiche e neoidealistiche e antiparlamentaristiche; e origini politiche patriottiche e nazionalistiche e nell’interventismo e combattentismo; nella sua nascita come movimento (Fasci, poi Partito Nazionale Fascista, o PNF); e che, nella crisi e inettitudine di liberali e socialisti del 1919-22, e acquistò il consenso di ogni ceto italiano; e, lo mantenne, in modo variegato, attraverso una politica di legislazione (come dice Nordio, ancora vigente!), Patti Lateranensi con la Chiesa (oggi, art. 7 attuale cost, principi fondamentali), riforme e bonifiche di terre e città e di società malata annientando la mafia, e crescita progressiva della popolazione più umile, cultura popolare con adunate e canti e ginnastica e cinema e teatro, eccetera, il consenso lo mantenne…

 …lo mantenne, e lo perse perdendo la guerra dal 1943; e la sconfitta militare rivelò che, in mezzo agli splendori, il Regime mussoliniano stava da tempo entrando in interna crisi, avendo dimenticato l’insegnamento del Machiavelli che “un regno deve tornare spesso verso il suo principio”, se no diventa una specie di burocrazia, magari in divisa. Senza la guerra, o vincendola, il Fascismo sarebbe ancora al potere: ma è doveroso domandarsi che Fascismo sarebbe, e certo molto diverso dal Ventennio.

 Serviva dunque raccontare il Fascismo, ma seriamente e freddamente e, direbbe Tacito, “sine ira et studio”, e l’autore si è imposto di seguire questo ammonimento di Polibio: “Bisogna che un uomo virtuoso sia affezionato agli amici e amante della patria, e, in una con gli amici, odiare i nemici e amare gli amici; ma qualora assuma la veste dello storiografo, deve dimenticare ogni cosa del genere, e spesso onorare di grandi lodi i nemici, quando le loro gesta lo richiedano, e condannare e rimproverare i più stretti amici, qualora gli errori dei loro atti lo indichino”. Un libro di storia, serviva, non di bilioso vilipendio generico, ma nemmeno di acritica sterile apologia.

 Ma il Fascismo usò anche la violenza e fece delle guerre: beh, trovatemi un solo partito o governo della storia umana eccetera che non ne abbia fatte e usate! Non tirate fuori la Svizzera, che per secoli fornì all’Europa assassini prezzolati.

 Il libro poi si orna di fatti, nomi di illustri fascisti (anche di antifascisti, ma quelli veri, ante 1943!), ricordi, cronache anche sportive, aneddoti, e persino barzellette, che, si avverte, erano inventate dagli stessi fascisti. Una? Starace vieta il lei, ed ecco Galileo Galivoi!

 Pubblicato coraggiosamente da Città del sole, l’editrice dell’ultimo vero comunista rimasto dalle nostre parti, il libro esce, ufficialmente, nella data fatale del 28 ottobre 2022, anniversario anno della Marcia, atto simbolico dell’ascesa al potere.