Sorprese britanniche

Ogni giorno di più divento ammiratore accanito di una costituzione che non esiste, quella del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Come mai?

1. Perché non esiste, e i sudditi britannici non si sono ingabbiati in carte e cartuccelle; e vanno avanti per consuetudini;
2. Perché, pur non esistendo, la costituzione britannica rispetta la divisione dei poteri.

Ho scoperto, oggi 28, che il Parlamento, in Gran Bretagna e Irlanda N., fa il parlamento, cioè le leggi e il bilancio; e invece il Governo, nominato dalla regina, fa il governo, cioè governa. Infatti, Johnson, che è il “premier”, da oggi ha SOSPESO il Parlamento fino al 14 ottobre; e il 30, senza discutere, uscirà dall’Europa, operazione detta anche brexit.

Nessuno, in tutte quelle isole, ha trovato da ridire; nessuno ha gridato al golpe… è nei poteri del “premier”, e li esercita. Infatti è “premier” sul serio, non come noi, che, provincialotti, chiamiamo all’inglese un presidente del Consiglio che di poteri non ha manco il 30% di un “premier” vero. E chiamiamo capo di Stato chi, di turno, non conta manco l’ombra di Elisabetta.

Le consuetudini britanniche non le pensate nessuno, ma si sono formate dai tempi dei Normanni (1066), nel continuo conflitto tra re e città con in mezzo i feudatari; e attraverso una guerra civile con decapitazione di Carlo I; e unione di due regni sotto l’unico protestante disponibile, che dalla natia Germania partì senza sapere una parola di inglese, e non la imparò manco in seguito; ma siccome si erano messi d’accordo (un specie di common law politico), era il re.

Il bello è che, mentre succedevano queste cose strane, tra il 1707 e il ’14, Londra faceva a vinceva la Guerra di successione spagnola; conquistava Gibilterra e altro; s’imponeva come potenza mondiale; e il nobile inglese e scozzese, lasciando l’ereditaria rozzezza, diventava, nella stessa persona, gentiluomo e grecista e militare; e indirizzava la politica estera verso il tè indiano e i vini portoghesi e siciliani; e, all’occorrenza, piantava l’aoristo terzo e il Marsala, e diveniva inesorabile guerriero pronto con lo stesso aplomb a morire ed uccidere. E, corollario importantissimo, poteva essere un diretto discendente dai vincitori di Hasting come Wellington, o figlio di un povero musicista come Nelson.

Perché vi racconto queste vecchie storie? Per chiarire che le consuetudini dei britannici non possono mica essere esportate in nessun canto del mondo; e ci vorrebbe un millennio; e numerose Trafalgar e Waterloo.
Però lasciatemi dire “Beati loro”.

Ulderico Nisticò