Soverato – A teatro: Un sorriso dentro il pianto

“Ridiamo un sorriso”: spettacolo presentato dalla compagnia dei sognattori, andato in scena domenica scorsa alle 18,30, al cospetto di un pubblico numeroso e partecipe. Un tuffo nella storia del teatro della sua malìa, della sua capacità di suscitare emozioni.

La scenografia rimanda subito alla tradizione, al cabaret, all’ avanspettacolo, al varietà e si respira aria di Bella époque, si impone un mood parigino e ci si sente traslati nei caffè, sui boulevard alberati. Musiche, danze, mimo, una corolla di Sketch intrisi di umorismo, di ironia sottile che non scade mai nel volgare e che, a tratti, richiama la commedia dell’ arte e la commedia all’italiana e la capacità di strappare un sorriso mediante la battuta brillante, i doppi sensi arguti, il motto di spirito boccaccesco e soprattutto, mediante la creazione di situazioni comiche, surreali, divertenti che non perdono mai l’appiglio sicuro con la realtà, con il dato di natura, con i vizi e le imperfezioni dell’essere umano, sui quali si stende il balsamo del sorriso bonario.

Quattro gli attori in scena: Rosanna Basanisi, Salvatore Gualtieri, Rosanna Corradino e Tonino Pittelli. Tutti bravi e coraggiosi perché cimentarsi con il cabaret, al contrario di quel che può sembrare, non è cosa facile: bisogna saper recitare, ma anche cantare e ballare, utilizzare la mimica facciale e il linguaggio del corpo, ma soprattutto bisogna avere i tempi, quelli giusti, senza i quali la battuta perde sostanza e lo Sketch diviene insapore.

Bravi tutti, ma i tempi di Tonino Pittelli sono perfetti, è un dono che ha da sempre, i tempi non solo della battuta, ma anche del gesto, del movimento repentino che marca la scena, che amplifica la parola, che sottolinea la battuta per la quale spesso utilizza il dialetto, senza mai eccedere, ma calando la lingua della comunicazione al momento opportuno e nobilitandola a lingua d’arte.

Incantevole poi la Corradino: voce intonata, mimica perfetta, interpretazioni calibrate e fluidità nei movimenti. Danza con leggiadria e porta in scena quella dote che in teatro si impone come un must: l’eleganza!

Due ore circa di risate e il tutto approntato per uno scopo benefico, per raccogliere fondi a favore dell’associazione “A.B.C.” che sostiene le persone affette dalla sindrome di Cri nu chat che ha origini genetiche e inficia lo sviluppo psicomotorio e cognitivo e che colpisce pochi bambini e proprio per questo non gode dell’ attenzione di cui godono altre sindromi e patologie. Non vi è una cura e tuttavia si può migliorare la prognosi dei pazienti attraverso interventi riabilitativi ed educativi precoci e individualizzati.

Lo ha spiegato bene la madre di un adolescente colpito da tale sindrome che per tutta l’estate ha seguito gli spettacoli della compagnia dei Sognattori e che, a casa, si è divertito a interpretare alcuni degli Sketch che tanto lo hanno divertito. Le parole della signora e l’apparizione del ragazzo sul palco hanno subito mutato il clima in sala e la commozione ha preso il sopravvento perché il teatro ha dalla sua la capacità di suscitare emozioni plurime e contrastanti.

Tonino Pittelli ha rammentato che lo scopo della compagnia dei Sognattori è quello di portare solidarietà ove vi è solitudine, di portare un sorriso dove il sorriso si è perso e tutto ciò vale il prezzo del biglietto e il tributo di un plauso sincero alla compagnia che si muove guidata dal valore della solidarietà, spesso assai sbandierato, ma non troppo praticato.

Una serata semplice e straordinaria nel contempo, nella quale, ancora una volta, la magia del teatro ha preso corpo grazie alla compagnia dei sognattori che è riuscita a strapparci un sorriso dentro il pianto e a rammentarci che, oltre gli spazi angusti del nostro ego, esistono gli altri, senza i quali la nostra piccola vita non avrebbe molto senso.

A. Pellegrino