Soverato – Come sta la Pietà di Antonello Gagini? la parola agli esperti

Come sta la Pietà di Antonello Gagini, custodita nella chiesa matrice di Soverato Superiore? La diagnosi agli esperti che verificheranno lo stato di conservazione della scultura e stileranno un’adeguata perizia di spesa e di intervento finalizzata al restauro dell’opera. Si è svolto, infatti, un sopralluogo con il coordinamento della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della provincia di Catanzaro e di Crotone, rappresentato da Giovanni Marrello, con il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Daniele Rossi, con il presidente del consiglio del comunale di Soverato, Emanuele Amoruso, con la consigliera comunale Maria Rosaria Pellegrino, con Saverio Nisticò delle Industrie Desta e le sue collaboratrici, con il parroco storico di Soverato Superiore, mons. Giorgio Pascolo, e con i membri dell’associazione culturale “Centro Studi Antonello Gagini”.

L’iniziativa è un ulteriore tassello che si inserisce nel “mosaico” dei festeggiamenti per il V Centenario dell’opera gaginiana (1521-2021), che sono mirati, oltre a promuovere la scultura, a valorizzare la sua bellezza. Nella programmazione degli eventi, in cui riveste un ruolo chiave il Centro Studi Antonello Gagini, sono stati siglati progetti e protocolli con partener istituzionali, tra i quali l’ente comunale e la Camera di Commercio di Catanzaro, e privati, tra i quali la Bcc di Montepaone, in modo da far vivere il momento celebrativo oltre i confini comunali e regionali.

Possiamo tirare un sospiro di sollievo: la nostra “Pietà” avrà lunga vita! Da un primo approccio si può tranquillamente dichiarare che lo stato di salute della Pietà è sotto controllo, pare che non servi un “ricovo” ma che si possa intervenire sul posto per una pulitura e per un miglioramento dello stato conservativo. In seguito al terremoto del 1783 il gruppo marmoreo venne mutilato e nel corso degli anni addirittura pitturato con aggiunta di macchie di sangue sul Cristo, rompendo il candore e l’armonia delle figure scolpite in marmo bianco.

Nel 1964, il sindaco di allora, Antonino Calabretta, riuscì a contattare il laboratorio di restauro dell’Opificio delle pietre dure di Firenze e l’anno successivo avvenne il sopralluogo per prendere visione dell’opera. In seguito vennero inviati i preventivi di restauro sia al Comune che alla Sovrintendenza dei Beni Culturali della Calabria, che prevedevano il reinserimento dei frammenti distaccati dal gruppo marmoreo e la realizzazione delle parti mancanti in marmo differente in modo da sottolineare le parti inserite non originali mancanti poiché non pervenute.

L’opera restaurata fu ritirata da Firenze nel marzo del 1968 e ricollocata nella cappella della chiesa matrice di Soverato Superiore. Adesso pare che stiano riemergendo i tocchi di colore, che anneriscono il biancore del marmo di Carrara, che fu scolpito dallo scalpello del Maestro Gagini. Solo un diamante è per sempre, per lo meno secondo quella famosa pubblicità. Le opere d’arte, invece, anche le più resistenti (ad esempio le sculture), si deteriorano con il passare del tempo e devono essere oggetto di restauro. Il rappresentante della Soprintendenza si è complimentato con don Giorgio Pascolo per lo stato conservativo della chiesa e delle preziose opere che custodisce.