Soverato – Cosa fa la differenza

waterfront_soverato“…All’interno delle aree che sono state previste vi sono un’area fitness perché non si può non evidenziare il fatto che a Soverato c’è tanta gente che ama praticare attività sportiva all’aperto e quindi questo rientra. C’è un’area giochi per bambini, c’è un’area per gli anziani, vi sono delle opere…le piste ciclabili…un gioco d’acqua all’interno della villa comunale…quindi si vuole dare di nuovo vitalità a quello che era la villa comunale perché in tutte le cittadine vi sono i Parchi dove il sabato, la domenica nelle belle giornate la gente si riunisce…. L’interesse dell’Amministrazione è prima offrire un posto migliore a chi vive 12 mesi questa città, poi offrire eventualmente dei servizi in più a chi viene a visitare la città.…L’Amministrazione, quando decide, decide anche per il bene dei cittadini non solo per quello che è lo sviluppo economico, perché l’arte, la cultura e le politiche sociali hanno un valore meno tangibile di quello economico ma sicuramente più importante”.

Bene. In buonissima parte non possiamo che concordare. Abbiamo così acquisito il pensiero del Sindaco Alecci che conferisce legittimità al progetto vincente. A ben guardare, però, gli 11 progetti esposti in sala consiliare, in un modo o nell’altro, si assomigliavano tutti nel recepire l’indirizzo politico formulato dal Sindaco Alecci.  Indirizzo che non è solo di pertinenza di quello che si è aggiudicato l’appalto. Indirizzo che prevedeva come Egli sostiene aree fitness, attività sportive all’aperto, aree giochi per bambini, area per gli anziani, un Parco dove la gente si riunisce, ecc… Tutti i progetti ne hanno tenuto seriamente conto proprio perché principi basilari, rispondendo così al bisogno di offrire un posto migliore a chi vive 12 mesi questa città, e poi eventualmente dei servizi in più a chi viene a visitare la città.…

Ora mi chiedo, sulla base di che cosa si sceglie un progetto in mezzo ad altri che in qualche modo si assomigliano tutti? Cosa giustifica la scelta del progetto vincente al posto degli altri se sono sostanzialmente “uguali”? Il ribasso? Può darsi.

La mia risposta è questa: si sarebbe dovuto scegliere quello che, stabilito che avesse previsto come gli altri aree fitness, attività sportive all’aperto, aree giochi per bambini, per gli anziani, un Parco dove la gente si riunisce, un posto migliore a chi vive 12 mesi questa città, e poi  eventualmente dei servizi in più a chi viene a visitare la città, ecc… offrisse qualcosa in più, un valore aggiunto rispetto agli altri,  un qualcosa  che gli altri progetti non hanno portato in dote e che potesse così giustificare senza ombra di dubbio la scelta della Commissione.

In altre parole, considerato che grosso modo tutti i progetti presentati hanno rispettato il preliminare, io Commissione scelgo quello che fra tutti fa la differenza, cioè quello che si differenzia dagli altri per il valore meno tangibile ma sicuramente più importante e cioè: chi ha posto maggiore attenzione alle politiche sociali, economiche, culturali, produttive e occupazionali. In altre parole ancora, scelgo quello che agli elementi basilari ha aggiunto benefici ulteriori e non per questo meno importanti solo perché non previsti nel bando di gara. Davanti a progetti più o meno ugualmente interessanti, scelgo, in definitiva, l’alto profilo.

Nel loro insieme gli interventi proposti nel progetto in cui ho collaborato, si differenziavano dagli altri proprio per il valore meno tangibile ma sicuramente più importante di quello economico perché avrebbero creato non solo aree ma strutture utili per i nostri anziani e per i nostri bambini, avrebbero creato posti di lavoro per i nostri giovani dando vita ad attività produttive.  Non ultimo, avrebbero permesso al Comune  di incassare danaro tramite convenzioni e concessioni varie. Perché, dunque, una proposta di tale compattezza e ampiezza sociale come la nostra, tanto corposa quanto generosa nel creare un posto migliore per vivere e attenta alle problematiche di socializzazione e di occupazione giovanile, che faceva appunto la differenza, non è stata aggiudicata vincente per Soverato? Dico per So-ve-ra-to, non per me. Lo trovate giusto come criterio?

I turisti poi, checché se ne dica, sono da mezzo secolo una realtà per Soverato, una realtà di cui il nostro progetto ha dovuto tener conto prevedendo anche per loro degli attrattori turistici all’avanguardia e di cui Soverato è carente (a parte il mare e il lungomare non abbiamo altro). Un progetto, il nostro, che avrebbe portato con sé una dote e un valore aggiunto intangibili per riqualificare non sono la pavimentazione del Lungomare, ma anche la nostra mentalità e dare slancio alla voglia di andare avanti. Interventi, i nostri, grazie ai quali avremmo tentato di uscire dalla stagnazione economica responsabile di molto disagio e degrado urbano.

In conclusione, non solo avevamo rispettato “il mandato” delle Istituzioni, attenendoci alle Linee Guida del PISL e formulate dal Sindaco Alecci, ma con responsabilità, fantasia, altruismo e onestà di Cittadini le avevamo calate nel territorio accrescendo il loro impatto sul sociale e migliorandole con il nostro doveroso contributo di idee.

Solo procedendo così, come si conviene in tutte le comunità democratiche, avremmo potuto giustificare la scelta della Commissione in maniera indiscutibile e inequivocabile.

Maurizio Paparazzo

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