Soverato dà il benvenuto al nuovo Direttore dell’Opera Salesiana don Matteo Di Fiore

Una piccolissima cittadina del profondo Sud vive insieme ai suoi abitanti. E cresce insieme a loro. E questi abitanti nascono dal mare e piano piano prendono possesso della terra. Fatta di strade e case e bar e pub e uffici e negozi e scuole. E in mezzo a tutto questo c’è anche la Chiesa. Grande e al centro della città. E questa Chiesa ha un cuore che pulsa, perché a tenerla viva ci pensano i giovani. Dai più piccoli in fasce tra le braccia della mamma a quelli più grandi che stanno per partire per l’Università lontana. Per un momento sono tutti lì.

Tutti insieme. Accanto ai nonni, ai compagni di scuola, al professore, alla vicina di casa, alla commessa del supermercato, al fruttivendolo, al postino, al farmacista, all’avvocato. Per un momento sono tutti lì. Tutti insieme. Accanto a chi crede profondamente e glielo si legge negli occhi che si fanno lucidi al solo respirare l’atmosfera di preghiera e accanto a chi la fede la avverte un po’ distante. Per un momento sono tutti lì. Tutti insieme. Ognuno con la sua storia masticata tra i denti e i sogni chiusi dentro le tasche. Per un momento sono tutti lì.

Tutti insieme. Seduti tra i banchi marroni. Per un momento sono tutti lì. Tutti insieme. Sono le 19.00 del 15 Settembre nella Chiesa Parrocchiale di Soverato e si sta per celebrare la messa tenuta dall’Ispettore dell’Italia Meridionale don Angelo Santorsola per l’insediamento del nuovo Direttore dell’Opera Salesiana don Matteo Di Fiore. C’è gioia nell’aria. C’è fede nell’aria. C’è convivialità nell’aria. C’è luce nell’aria. E c’è il canto. Tantissimi ragazzi urlano le lodi al Signore e fanno risuonare tra le sacre mura una passione che solo l’incoscienza dell’età può far fiorire.

Un coro che spiazza don Angelo per l’intensità e la freschezza. E così incita tutti i giovani a sognare, perché con Don Bosco si sogna a colori. Perché Don Bosco ama i giovani e ne è padre. E proprio di essere padre dell’intera comunità di Soverato è l’augurio che offre al nuovo Direttore. Una personalità che nelle sue parole si fa <<serafica>> ma dalla forte capacità decisionale, come una guida deve essere. Un uomo che a termine della celebrazione, con tono dimesso e sguardo semplice, offre la “sua” Chiesa come Casa di molti e Madre di tutti, pronta ad accogliere e sostenere. Così Soverato dà il suo benvenuto a Don Matteo. Benvenuto nei nostri occhi e nelle nostre bocche. Nelle nostre mani e nelle nostre lacrime. Benvenuto nelle nostre cucine e nei nostri piatti. Nella nostra pasta e nel nostro pane. Benvenuto nei nostri sorrisi e nelle nostre lacrime. Nei nostri racconti e nelle nostre decisioni. Benvenuto nei nostri anziani e nei nostri bambini. Nei nostri ragazzi e nelle nostre famiglie.

Benvenuto nel nostro mare e nelle nostre reti. Nella nostra forza e nella nostra debolezza. Benvenuto nel nostro amore e nella nostra rabbia. Nella nostra quotidianità e nella nostra vita.
Benvenuto nelle nostre braccia e nei nostri applausi. Nella nostra speranza e nei nostri auguri.

Floriana Ciccaglioni

 

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