Soverato – La seconda guerra mondiale nelle coste Joniche


Nel sesto degli incontri culturali del venerdì, all’Istituto Tec. Economico “A. Calabretta” di Soverato, la Libera Università della Terza Età e del Tempo Libero “Magno Aurelio Cassiodoro”, insieme all’Associazione Calabria in Armi, presenta la Conferenza “La seconda guerra mondiale nelle coste Joniche”.

A seguito dei consueti saluti del Presidente dell’Università Prof.ssa Sina Pugliese Montebello, prende la parola il generale di Brigata Pasquale Martinello con il compito di introdurre l’argomento. Con voce ferma e gesti carichi di passione, che quasi vorrebbero coinvolgere ancora di più la sala gremita di gente, il generale racconta una storia. Quella che è sempre vissuta solo e soltanto nelle pagine dei libri di scuola che la professoressa obbligava a imparare, altrimenti era un bel 4. Quella che è sempre vissuta nelle grandi città, come Roma e Milano, ma mai nel profondo Sud. Una Storia che, invece, nelle nostre terre ci arriva e le sconvolge, come nel resto del mondo.

E racconta della controffensiva inglese sulle coste della Libia e della Conferenza di Casablanca e degli italiani che cambiano il generale Ambrosio con il generale Cavalero. E ancora Nino Bixio e i duecentomila uomini che si fronteggiarono e l’operazione Husky. L’occupazione della Calabria e le seicentomila bocche da fuoco che tra Melito e Villa lanciarono tonnellate di esplosivo, anche se lì non c’era proprio nessuno da ammazzare! E poi conclude:<Basta così?> e, tra i sorrisi del pubblico, passa il microfono al relatore Dott. Giulio Grilletta, medico di famiglia, giornalista e membro dell’Associazione Medici Scrittori Italiani. Già autore del libro KR 40-43. Cronache di guerra e scrittore di articoli per il mensile Storia Militare delle Edizioni Albertelli di Parma, inizia la relazione facendo scorrere sul proiettore della sala una galleria fotografica che permette di percorrere con gli occhi, oltre che con la memoria, la Storia della Seconda Guerra Mondiale combattuta lungo la costa Calabrese.

Fotografie provenienti dagli archivi storici di Esercito, Aeronautica e Marina Militare, altre dagli album dei ricordi di veterani di guerra, altre ancora da archivi storico-militari esteri come l’Imperial War Museum di Londra, l’Air Force Historical Research Agency statunitense e i National Archivies of Canada. C’è nelle sue parole l’accoglienza dei calabresi a George Gissing e Norman Douglas, profondamente innamorati delle rovine del passato Magnogreco. C’è la Battaglia di Maida e la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna. Poi Crotone come luogo di avvistamento e l’aerofono e il treno armato, tutti ancora presenti nella memoria dei nostri nonni. E la Montecatini bombardata che finisce sul Times. C’è la morte che arriva dal cielo e la morte che arriva dal mare.

C’è <<l’alleata degli alleati>> zanzara Anofele che trasmette la malaria e le restrizioni alimentari e il lavoro. C’è il monumento alla Battaglia Punta Stilo eretto a Monasterace marina e il cannoneggiamento sul ponte Ancinale a Soverato. Ci sono capitani vittoriosi e capitani catturati con matricola identificativa al collo. C’è l’Operazione Baytown e l’ultimo anno di guerra. È storia viva e reale, fatta della carne e della memoria della Calabria. Una terra che, nelle parole dello studioso e scrittore Nando Castagna, presente in sala, è drammaticamente dimenticata anche nella tragedia della guerra. Grilletta conclude la relazione con una parola proiettata sullo sfondo. Pace. Per partire dal passato e arrivare al futuro.

Floriana Ciccaglioni

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