Soverato – L’Università della Terza Età promuove l’arte calabrese

Venerdì 6 aprile il Presidente dell’Università della Terza Età Prof.ssa Sina Pugliese Montebello dà ufficialmente il via al terzo trimestre dell’anno 2017/2018 con una conferenza dal sapore puramente artistico.

Relatori il Presidente ASCA Piero la Rosa che definisce l’incontro come necessario per valorizzare le risorse calabresi, creare rapporti con altre realtà locali e promuovere la crescita della cultura; l’editorialista Mimmo Loiero che invita il pubblico a compiere un viaggio nel mondo degli artisti ripercorrendo l’intera storia dell’arte dalle origini ai giorni nostri; il Maestro Ciccio Nucera che lega l’esperienza visiva a quella uditiva, portando al Calabretta l’eco di quel mondo grecanico che tarda a tramontare.

Tutti e tre pronti a presentare gli artisti insieme alle loro opere. Pino Bartolo e la chiocciola, Vincenzo La Rocca e i social network, Vincenzo Musmeci e i paesaggi, Sandro di Bella e l’artigianato. Portano in scena la loro arte, ma gridano al pericolo che questa muoia causa la mancanza di finanziamenti da parte della Regione. Esempio lampante il MUSABA di Mammola che da gioiello dal respiro internazionale (quasi capitato per caso a sud del mondo) sta per fare le valigie verso un’Olanda pronta ad elargire cospicui finanziamenti al fondatore Nik Spatari, perché la Calabria oggi non è un posto in cui l’arte ha un presente e un futuro e solamente quando lo perderemo, ne capiremo (forse) l’immenso valore.

Fuori programma la graditissima presenza del Maestro Franco Mirenzio, autore di sculture realizzate interamente con materiale riciclabile, come la statua del cavalluccio marino che domina il lungomare della città e che ne è divenuta simbolo. Un artista che, attraverso il riciclaggio, opera cercando di non far morire tutto ciò che è destinato a farlo. Significative le parole conclusive di Loiero che lasciano una speranza ai presenti, perché <<non è vero che in Calabria non c’è niente. C’è molto. E molto di più ci potrebbe essere se sapessimo accogliere e mantenere il nuovo che avanza>>.

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