Soverato – Presentato il nuovo libro di Antonietta Vincenzo “Felicita”

IMG_4461E’ stato presentato, a Soverato, il nuovo libro di Antonietta Vincenzo, “Felicita”, a cura della Libera Università Popolare della Terza Età e del Tempo Libero “Magno Aurelio Cassiodoro”, presso l’ ITC “Antonino Calabretta”.
L’ iniziativa, che ha visto la presenza di autorevoli esponenti del mondo della cultura, ha offerto interessanti spunti di riflessione, tra cui il tema della donna. Ha relazionato la prof.ssa Maria Palazzo, mentre la lettura di alcuni brani significativi è stata affidata alla prof.ssa Mariella Pedullà. Presenti l’autrice, Antonietta Vincenzo, il presidente e la vicepresidente dell’ Università della Terza Età, rispettivamente dott. Francesco Grisafi e Professoressa Sina Montebello.
Gli interventi hanno messo in risalto alcuni aspetti di “Felicita” di grande pregio letterario. Dalla “capacità dell’ autrice di coinvolgere ed emozionare il lettore creando un‘ atmosfera”- come hanno sottolineato Sina Montebello e Maria Palazzo – alla tecnica narrativa, “caratterizzata- secondo Ulderico Nisticò- da certe sottili invenzioni e volute ambiguità, che sono il sale della letteratura”.
L’ opera è ambientata nella società patriarcale del Sud del primo Novecento. Felicita, la protagonista, si muove in un ambiente fortemente maschilista, prevaricatore e spesso anche violento, subendone le conseguenze. La storia di Felicità ha offerto lo spunto per affrontare alcuni temi legati all’ universo femminile. In particolare, è stato analizzato il percorso psicologico della protagonista, Felicita, la quale, dopo un percorso esistenziale difficile e sofferto, conquista la consapevolezza della propria dignità di donna.
IMG_4457L’ autrice si è soffermata, in particolare, sul modo in cui Felicita, donna fragile e ingenua, riesce dolorosamente a maturare, attraverso le esperienze dei propri figli. E, sempre “attraverso gli occhi dei figli- ha detto- Felicita vive la guerra, la Grande guerra che sconvolse il destino di tanti uomini.
I relatori hanno sottolineato il valore che ha “Felicita”, sia dal punto di vista storico che letterario, soprattutto per il modo in cui gli eventi storici si intrecciano con quelli fantastici. “Solitamente- ha osservato Maria Palazzo- nei romanzi c’è soltanto fantasia, invece in questo romanzo ci sono fantasia, realtà e storia. C’è la macrostoria di un popolo raccontata attraverso la microstoria di una famiglia”.
Lo storico Ulderico Nisticò ha evidenziato come in Felicita “viene colto un momento della nostra storia locale, in cui sono accaduti degli avvenimenti, come la nazionalizzazione delle ferrovie, che hanno improvvisamente e totalmente modificato la visione della vita e del mondo. La vicenda narrata è emblematica dell’ enorme progresso sociale che ha vissuto chi è passato dalla condizione di contadino a quella di impiegato statale. Il lavoro in ferrovia ha trasformato una famiglia, facendola crescere di livello”. Secondo Ulderico Nisticò “Felicita è un libro che merita di essere letto, specialmente per come è scritto. Insomma- ha concluso- Antonietta Vincenzo questo mestiere lo sa fare”.
L’ autrice, nel delineare il profilo psicologico di alcuni personaggi, ha tenuto a rivalutare la figura di Gabriele, da molti considerato il cattivo del romanzo: “E’ un personaggio con luci e ombre, figlio del suo tempo – ha detto Antonietta Vincenzo- ma è, prima di tutto, un uomo travolto dal peso delle responsabilità in cui si trova improvvisamente catapultato, capace, però, anche di momenti tenerezza”.
Sentimento, questo, che trapela da molti passi del racconto. Soprattutto quelli dedicate al mare. “Il mare è il vero protagonista del romanzo- ha svelato Antonietta Vincenzo- perché fa da sfondo a tutte le vicende. Mi è piaciuto descriverlo in ogni sua sfumatura, come se avesse anch’ esso un’ anima, come se fosse umano. Nelle pagine di Felicita – ha concluso- c’è il mio immenso amore per il mare. E, in questo senso, lo si può considerare un romanzo autobiografico”.

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