Soverato senza identità?

 La settimana dell’Addolorata ha dimostrato che Soverato Superiore è una repubblica autonoma… no, più esattamente un’oligarchia molto olìgo, cioè molto piccola, però molto archia, cioè potere. Come fanno, con pochi abitanti, a condizionare tutti e tutto, inclusi Consiglio e Giunta? Ma con il gioco delle preferenze. E così nessuno osò ricordare che l’Addolorata è la Patrona dell’intera città e non di un quartiere, e che, quanto meno, un rito in Marina ci poteva stare…

 Il concerto di mercoledì 15, per esempio, che è stato di altissimo livello musicale, mentre i rari astanti andavano e venivano, e i bambini giocavano ad 1, 2, 3 Stella sotto gli occhi di mamme che intanto parlavano d’altro. Andava tenuto a teatro, secondo il mio modestissimo avviso.

 Io c’ero, e ho preso freddo e raffreddore che ancora ho; ho così pensato bene di astenermi da altre presenze a Soverato Superiore.

 Tranquilli: di tutti gli abitanti della Marina, io solo mi dolsi; gli altri, cioè l’80%, non hanno la minima idea che l’Addolorata sia la Patrona. I più o sono mezzo atei, o, se credenti, vuoti di ogni nozione di quello che ai miei tempi si chiamava Catechismo; e pensano che la Chiesa sia una specie di ong totalmente esente da ogni metafisica e morale. Qualcuno, coraggiosamente, azzarda che la santa sia la Madonna a mare, il che non è vero, e del resto l’hanno ridotta a toccata e fuga, con la solita scusa del covid.

 Le feste patronali furono per eccellenza occasione di identità e di aggregazione. Un giansenismo serpeggiante le ha fatte considerare un crimine appena un portatore, sotto casa di un vecchio, si fermava un attimo per aggiustarsi la scarpa. A Soverato, il problema non c’è, perché non si celebra niente.

  E chi dovrebbe? Dagli anni 1970, due terzi della Marina sono stati costruiti con l’intento di cimiteri dei vivi, anche di giorno. Ippodamo e Piacentini, questi sconosciuti! Vastissime zone sono fatte esclusivamente di palazzine, senza servizi e un bar, e senza nemmeno uno slargo dove incontrarsi tra vicini di casa. Vicini, si fa per dire.

 Le associazioni, che pure ancora esistono, sono tutte all’insegna di Non passa lo straniero, zun zun! I giovani e giovanissimi vivono, come tutti i loro coetanei, in un mondo a parte; e, senza nonni, non hanno ricevuto alcuna tradizione, e perciò nulla ne sanno.

 Sarei curioso di contare quanti famosissimi intellettuali si siano mai scomodaati a vedere la Pietà, a parte quelli che accompagno io come feci con il prof. Sabatini. Ci sono due istituti universitari: quanti prof e discenti ci sono andati?

 A questo punto, agisco come canta Virgilio del re Latino, il quale, accortosi che non c’era niente da fare, rebus demisit habenas: lasciò briglia sciolta alle cose.

Ulderico Nisticò