Oggi, 6 aprile, e domani, 7 aprile 2026, le strade di Soverato tornano a riempirsi di colori, profumi e folla per la storica Fiera della Galilea. Un appuntamento che non è solo una vetrina commerciale, ma un vero e proprio rito collettivo che segna il lunedì dell’Angelo e il martedì successivo alla Pasqua.
Un ponte tra commercio e tradizione
L’edizione di quest’anno, come sottolineato dalla locandina ufficiale del Comune di Soverato, si presenta come un’”opportunità imperdibile per acquistare prodotti locali”.
Passeggiando tra gli oltre 200 stand previsti, i visitatori possono trovare l’eccellenza dell’artigianato calabrese: dalle celebri ceramiche artistiche di Squillace ai manufatti in vimini tipici delle Serre, fino alle prelibatezze dell’enogastronomia a km zero.
Ma la fiera è, soprattutto, “un’occasione per vivere la tradizione pasquale”. Il nome stesso, “Galilea”, richiama l’invito evangelico del Risorto ai discepoli: “Egli vi precede in Galilea; là lo vedrete”.
Per Soverato, questo si traduce nel rinnovo del legame profondo tra la zona collinare (Soverato Superiore) e la Marina, attraverso riti che fondono fede e folklore.
Oltre 150 anni di storia
Istituita ufficialmente nel 1874, la Fiera della Galilea ha attraversato i secoli evolvendosi. Se un tempo il cuore dell’evento era il mercato del bestiame, oggi la manifestazione attira migliaia di persone da tutto l’hinterland ionico per una “due giorni” di shopping e socialità.
È il momento in cui la “Perla dello Ionio” apre ufficialmente la sua stagione primaverile, accogliendo turisti e residenti in una delle fiere più antiche e partecipate del Sud Italia.