Spettacolo teatrale di fine anno scolastico al Liceo Scientifico di Decollatura

E’ andato in scena giovedì sera, nel piazzale del liceo scientifico dell’IIS Costanzo di Decollatura, diretto da Antonella Mongiardo, lo spettacolo “Andiamo all’Opera?”, interamente realizzato dagli alunni del liceo.
I ragazzi sono stati guidati dalla professoressa Angela Graziano, docente di Storia dell’Arte del liceo, affiancata dalle colleghe Rosamaria Tirinato, docente di Scenografia e Matilde Cerra, docente di Lettere. A questo team si sono aggiunte, in fase di realizzazione dello spettacolo, anche le docenti Maria Orsola Chiodo, Ivana Bevacqua e Angela Vaccaro. Il progetto, caldeggiato fin da subito dalla dirigenza scolastica, era davvero ambizioso: avvicinare i ragazzi all’Opera.

“I giovani, di solito, non si interessano a questo mondo – dice in apertura di serata la professoressa Graziano – certo, magari hanno sentito qualche aria che fa da sottofondo musicale a pubblicità televisive, ma il più delle volte non conoscono le trame delle opere che pure hanno profondamente contribuito a costruire la nostra cultura e l’immaginario collettivo. Le scuole medie del territorio da cui i nostri ragazzi provengono– continua la professoressa Graziano – hanno una importante tradizione teatrale, che abbiamo voluto continuare per valorizzare il ruolo educativo del teatro. Già tre anni fa abbiamo messo in scena uno spettacolo. Poi c’è stata la pandemia. Quest’anno abbiamo voluto fortemente riprendere l’attività e, in questo, siamo stati sempre appoggiati dalla nostra preside Antonella Mongiardo, che ringraziamo per aver creduto in noi.

Abbiamo voluto coinvolgere – continua la professoressa Graziano – tutti, ma proprio tutti gli alunni del liceo. L’obiettivo è stato quello di dare spazio ad ognuno e consentire a ciascuno di fare ciò per cui si sentiva più portato, all’insegna dell’inclusione, che è da sempre una bandiera dell’IIS Costanzo. E così – prosegue Graziano- mentre molti ragazzi hanno vestito i panni dei personaggi delle opere rappresentate, altri hanno lavorato sodo da dietro le quinte, dedicandosi alla scelta delle musiche, alla documentazione fotografica, alle riprese; altri ancora si sono dedicati all’intrattenimento musicale dal vivo per il pubblico durante l’allestimento delle scene. In molti hanno lavorato per un anno intero alla realizzazione dei pannelli di scenografia di notevoli dimensioni, interamente disegnati e dipinti a mano su strisce di carta attaccate tra loro a formare grandi rotoli”.

“Ho visto lavorare alunni e insegnanti come formichine per tutto l’anno – dice Antonella Mongiardo, dirigente scolastica dell’IIS COSTANZO – ogni giorno alunni e professori portavano da casa oggetti, stoffe, materiali, accessori che potevano servire ad allestire scene. Ogni giorno chiedevano di poter usare spazi per stendere i rotoloni, da dipingere e poi assemblare per creare le scenografie”.

Splendidi i costumi. La professoressa Graziano viene da una lunga esperienza all’Indirizzo Moda dell’Istituto Professionale di Lamezia Terme, dove aveva realizzato costumi che l’attuale dirigente dell’Istituto, professoressa Roberta Ferrari, che ringraziamo, ci ha messo a disposizione per la realizzazione di questo spettacolo. Altri costumi erano stati realizzati da alunni del Costanzo tre anni fa, altri ancora sono stati realizzati quest’anno proprio per questo spettacolo dai nostri allievi. “E’ stata un’occasione – dice la professoressa Graziano – per approfondire con i ragazzi aspetti legati alla storia della moda e riflettere su argomenti ancora attuali. Il colore verde, tanto amato nell’Ottocento, era ottenuto con l’uso dell’arsenico e poteva portare alla morte di chi tingeva le stoffe, di chi realizzava gli abiti e perfino di chi li indossava, ma per seguire la moda, a quel tempo come oggi, molti sono disposti a correre rischi. Pensiamo alla chirurgia plastica, che in alcuni casi, certamente e per fortuna rarissimi, può anche condurre alla morte”.

Inizia lo spettacolo! Con una scena dalla Carmen, di Georges Bizet, ambientata a Siviglia. La protagonista, bella e intrigante, finirà uccisa dal suo amante, accecato dalla gelosia. E’ la storia di un femminicidio, problema purtroppo ancora di inquietante attualità. In ricordo e omaggio delle tante donne uccise per mano di un uomo sui gradini del palco compaiono delle scarpe rosse, che rimarranno lì per tutta la durata dello spettacolo. Ed eccoci al Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, con l’allegro e giocherellone Figaro, che non rinuncia a scendere tra il pubblico e ha l’ardire di piazzare sulla testa della preside Mongiardo, seduta in prima fila, una fascinosa parrucca. Per queste due prime opere, di ambientazione spagnola, la scenografia è costituita dal dipinto di uno scialle, indumento tipicamente spagnolo. “Per la realizzazione di queste due scene – dice la professoressa Graziano – abbiamo riutilizzato alcuni dei costumi da torero realizzati anni fa, arricchendoli e modificandoli leggermente. Abbiamo rispettato la tradizione spagnola dei grandi toreri mantenendo il colore fuxia e giallo. Il fuxia è associato alla buona sorte, il giallo alla sfortuna, una dicotomia insita nel mondo del toro e del torero: fortuna e disgrazia, trionfo e fallimento, sole e ombra, vita e morte. Gli abiti delle ballerine di flamenco hanno ognuno 120 metri di volant – continua la professoressa Graziano – bordati con altrettanti metri di nastro in colore contrastante! Le ballerine indossano la peineta, un alto pettine nascosto dalla mantiglia di pizzo nero, un accessorio tipico dell’abbigliamento tradizionale spagnolo che risale alla moda lanciata dalla regina Isabella II nella prima metà dell’Ottocento e oggi usato soprattutto nei matrimoni nel colore bianco, durante la settimana santa rigorosamente in nero”.

Poi è la volta della scena tratta da Turandot, di Giacomo Puccini. La principessa Turandot, figlia dell’imperatore della Cina, è una ieratica figura, fredda e impassibile, ma poi cede all’amore. E’ emblema di tutte quelle donne che lottano per poter assumere autonomamente e liberamente le proprie decisioni. Molto scenografico il copricapo di Turandot. “Esso – spiega la professoressa Graziano – è ispirato al copricapo che abbiamo visto in una locandina del teatro alla Scala per una celebre messa in scena dell’ opera” .

Ed eccoci alla Traviata di Giuseppe Verdi, di cui vengono presentate due scene: una riproduce il salone dedicato alle feste da ballo della casa parigina di Violetta e l’altra riproduce un ambiente più intimo della casa di Violetta, la sua camera da letto, dove la giovane morirà, consumata dalla tisi, fra le braccia di Alfredo. Sontuosi i vestiti per la prima scena, riprodotti con accuratezza storica: abbondante crinolina e strettissimi bustini, come si usava all’epoca, che arrivavano a danneggiare in qualche caso con le loro rigide stecche gli organi interni delle malcapitate signore.

E per finire una scena da Madame Butterfly di Puccini, ambientata in Giappone, la storia di un amore tradito. Spettacolare la scenografia realizzata per questa scena. “Ci siamo ispirati ad una piccolissima stampa, la <<Grande Onda di Kanagawa>> – dice la professoressa Graziano – una xilografia del pittore giapponese Hokusai del 1830, la prima e più celebre opera della serie intitolata <<Trentasei vedute del Monte Fuji>>. L’abbiamo scelta perché abbiamo pensato che proprio questo dovesse essere l’animo della piccola Butterfly, in procinto di essere travolta da un’onda gigantesca come questa”.
La dirigente scolastica ha ringraziato la comunità scolastica e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare l’offerta formativa del Costanzo, dal sindaco di Decollatura Raffaella Perri, presente nel pubblico, agli esperti, alle forze dell’ordine e ai rappresentanti degli enti locali e del territorio che sempre collaborato attivamente con la scuola. “Grazie ai professori e agli studenti che ci hanno regalato questo splendido spettacolo di fine anno scolastico, rivisitando l’opera classica in chiave ironica e brillante. Un progetto di notevole pregio artistico, ma anche dalla forte valenza didattica, perché ha messo in campo competenze trasversali, dalla storia, alla musica, all’arte, alla scenografia e allo spettacolo, insomma la creatività in tutte le sue forme espressive”.

La preside Mongiardo ha, quindi, ricordato alcuni momenti di questo “difficile anno scolastico – ha detto – in cui molte sono state le criticità e le tensioni dovute alla elevata complessità amministrativo-gestionale di una scuola complicatissima per la presenza di molti indirizzi, plessi e ben due aziende agrarie, ma, proprio per questo, affascinante e stimolante, un vero gioiello per il territorio del Reventino e del Lametino. Il lavoro di squadra, portato avanti con la collaborazione del mio prezioso staff di docenti, dei vicepresidi Iolanda Pulice e Tommaso Porto Bonacci che mi sono stati sempre accanto nei momenti difficili, del direttore amministrativo e di tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che non si è mai risparmiato per aiutarmi a risolvere urgenze e problemi di ogni genere, ci ha consentito di raggiungere ottimi risultati e grandi soddisfazioni. Tutti, o quasi, hanno fatto tanto per la scuola e per aiutarmi ad affrontare le difficoltà, nell’osservanza di regole e norme e nel massimo rispetto dei ruoli.

Al termine dello spettacolo la prof.ssa Barbara Borelli, funzione strumentale alunni e coordinatrice di molti progetti sulla creatività, con orgoglio ha consegnato al referente di plesso del liceo professor Porto Bonacci’ tre volumi donati alla ricca biblioteca scolastica dalla scrittrice Antonietta Vincenzo (madre della preside Mongiardo), “Confiteor”, “Tra i flutti della bassa marea”, e il romanzo di più recente pubblicazione “Il raccoglitore di foglie”. <<Già nei mesi scorsi – riferisce la professoressa Angela Nero, Referente alle Pubbliche Relazioni dell’IIS Costanzo – l’autrice aveva omaggiato la scuola con altri suoi libri, come “Scienza e letteratura”, “Felicita” e “L’imprevedibile all’improvviso”>>.
A conclusione di serata la preside Mongiardo e la professoressa Borelli hanno consegnato due targhe, con pergamena, a due membri della comunità scolastica che dal primo settembre andranno in pensione: la professoressa Graziano e l’assistente tecnico Eugenio Vescio, “che è sempre stato una spalla sicura per ognuno di noi- ha detto la preside- e una colonna portante per la scuola, per la sua lealtà e il suo grande spirito di servizio, che lo ha portato a lavorare senza sosta, oltre il dovuto, per tutelare la sicurezza di studenti e lavoratori”.

Calorosissimo, infine, il saluto della dirigente scolastica Antonella Mongiardo, degli alunni, dei colleghi e della comunità scolastica tutta alla professoressa Angela Graziano, “la quale – ha detto la dirigente Antonella Mongiardo – potrà ora godersi il suo meritato riposo, anche se noi tutti speriamo che la professoressa continuerà a dedicarsi al teatro, per creare prodotti di valore, come la preziosa perla che ci ha voluto donare stasera. GRAZIE!”.