Spigolature domenicali

Oggi ci pigliamo una tregua da arresti illustri, dichiarazioni imbecilli, e covid. In fondo, ci sono molti altri problemi, e altre cose su cui meditare.

Nel 1963, come oggi, uccisero Kennedy. Da allora a oggi, 2020, è stato detto di tutto, con libri e film, e sono state affacciate varissime spiegazioni più o meno elucubrate, e nessuna davvero convincente. O non sono riusciti a venirne a capo, o sono venuti a capo fin troppo, ed è meglio una pietra sopra. Nel frattempo, infatti, sono stati scoperti e sepolti tanti particolari e di natura pubblica e di natura privata. Boh, parce sepulto, anzi sepultis, perché poi uccisero anche il fratello. Ah, dimenticavo che, guarda tu, dopo Dallas assassinarono subito anche l’assassino. I morti, si sa, sono pochissimo loquaci.
A proposito di indagini, siamo alle strette, pare, sul caso Regeni, e sarebbero stati individuati dei presunti colpevoli, nel senso di personalmente colpevoli, cioè degli energumeni che avrebbero torturato lo sfortunato giovane, per poi lasciarne il corpo in vista per strada. Con tanto deserto che c’è in Egitto, dico io… Per conto mio, se sono colpevoli, possono tranquillamente mummificarli da vivi, però ciò non risponderebbe alla domandina che nessuno fa: che ci faceva in Egitto, un ragazzo italiano studente in Inghilterra, in mezzo a una situazione politica agitata, in mezzo a scontri civili latenti, e a svolgere indagini palesemente politiche; indagini politiche, non pacifiche letture di antichissimi papiri? Com’è che quella professoressa scelse lui, e con quali criteri? Ecco, io sarò contento quando avranno almeno incriminato costei, rivolgendole domande precise, terra terra; e pretendendo non diluvi di chiacchiere ideologiche, ma risposte semplici e precise.

E poi, com’è che, secondo certi ideologi, l’opposizione, in questo caso egiziana, ha sempre ragione? Può capitare benissimo che l’opposizione abbia torto marcio, tipo quella in Siria.

Abbiamo tutti sotto gli occhi il disastro di Crotone, l’ennesimo. Quando un’intera area si allaga, un terzo della colpa ce l’ha la pioggia; gli altri due terzi, sono della scarsa o nulla pulizia di fiumi, torrenti, canali e fogne. Vedi Giare! Evidentemente il territorio è vittima di incuria. Ebbene, servono investimenti; e servono braccia. Braccia, ce ne sono: reddito di cittadinanza, e più o meno genuini profughi, e cocchi di mamma…

Badiamo a Soverato.
Con la scusa del covid, la cultura in Calabria, e relativo Assessorato regionale, dormono come il dannunziano Aligi: settecent’anni.
Lo stesso per il turismo culturale, e per il turismo in genere.

Ora una letterina aperta a Salvini; anzi, un telegramma basta. PRESO ATTO DEL CROLLO DELLA LEGA IN CALABRIA PREGASI RITIRARE URGENTEMENTE INVERNIZZI E ANNESSI. PREGASI ALTRESI’ TENERE A MENTE LA TRISTE MERITATA SORTE DI FINI QUANDO SI FUSE CON FORZA ITALIA, E IL SUO PSEUDOPARTITO SPARI’.

Ulderico Nisticò