Spirlì, il Gagini, i soldi e altre cose

Alle europee, la Lega prese il 22%, incluso il mio voto; alle regionali, un meschino 8, escluso il mio voto. Tra le due tornate, l’infelicissima avventura di Invernizzi e caudatari; poi un tale Saccomanno, il quale in campagna elettorale si è rivelato non solo àfono (phonè, voce), ma anche àgrafo (graphè, scrittura), non esprimendo nemmeno il benché minimo parere sulla Calabria; idem per Macrì in provincia di Catanzaro. A Soverato, per la Lega non si sono riuniti manco i classici quattro amici al bar. In queste condizioni, l’8% è stato pure assai.

 Spirlì, che è stato effe effe per un anno, come effe effe ha fatto del suo meno peggio, considerate le circostanze. Come assessore alla Cultura è stato sotto meno di sotto niente; senza scordare la sua partecipazione al triste caso del corto di Muccino: contenuto zero, dialoghi zero, Calabria zero e un mucchio di soldi. Si è sparsa la voce che da 1.700.000 si scendeva a 1.200.000 €, ma vorrei esserne più sicuro.

 Io ho visto Spirlì in vita mia una volta sola, quando è venuto a Soverato Superiore con imponente corteo di scorta; ed Emanuele Amoruso, a nome del Comune, mi pregò di spiegargli la Pietà. Non ho avuto l’impressione che la cosa abbia commosso Spirlì. Fra i tanti che ho avuto l’occasione di accompagnare – sempre gratis – ricordo come brillavano gli occhi di Sabatini, già presidente della Crusca, e i suoi commenti sono stati da quell’uomo colto che è.

 Ora ripeto la domanda: ma Spirlì ha mandato i soldi per il Gagini? Siccome lo chiedo da tempo e nessuno mi risponde, mi pare certo che no, non ne ha mandati. Mi volete rendere edotto?

 E così il centenario del Gagini (1521) finì ingloriosamente, e non ne hanno saputo niente non dico in Calabria, ma nemmeno a Satriano, Gagliato e Montepaone. Ancora peggio, quello di Dante (1321), a parte i quaranta canti che io ho recitato e commentato in tv. Dante è importante per sé, ma ci sarebbe anche Gioacchino da Fiore, e io ho l’impressione, se non la certezza, che in Calabria nessuno abbia mai sentito nominare sul serio questo Gioacchino, e tanto meno cosa c’entri con l’Alighieri. Ne ho parlato un migliaio di volte, sempre invano: Regione e Facoltà di lettere di Cosenza, silenzio assoluto; scuole, idem.

 Insomma, con la cultura non ci siamo minimamente, a parte l’antimafia segue cena.

 Ora sono curioso di sapere chi sarà il prossimo assessore al ramo; se il solito Pincopalla decorativo e inutile come dal 1970, mi regolerò di conseguenza. Ragazzi, è dal 31 dicembre 1994 che non ho alcun obbligo morale di schieramento e di voto: vedi sopra. Ho votato anche per i supercomunisti Gianni Calabretta e Tonino Pittelli, tanto per fare un esempio.

Ulderico Nisticò