Spuntano “strani” segni nel concorso a preside

Non accenna a smorzarsi l’attenzione sull’ultimo concorso per dirigenti scolastici, da tre anni nell’occhio del ciclone. Dal 2012 un esercito di aspiranti presidi di tutte le regioni protesta, a suon di ricorsi amministrativi e denunce penali, contro le presunte “irregolarità” della selezione.
Nella nostra regione il concorso è stato affidato ad una commissione presieduta da Antonio Viscomi, docente di diritto del lavoro presso l’ università Magna Graecia e, attualmente, assessore regionale.
Neppure in Calabria si è placata la polemica dei candidati esclusi, i quali intendono battersi con ogni mezzo per avere chiarezza su una vicenda che, a loro dire, presenta degli aspetti “sconcertanti”. C’è chi continua ad andare e venire dall’Ufficio Scolastico Regionale, per visionare i documenti concorsuali.
Di recente hanno suscitato perplessità delle “stranezze” rinvenute negli elaborati di candidati idonei posizionatisi nella parte alta della graduatoria. Alcune, addirittura, hanno tanto l’aria di essere vistosi segni di riconoscimento. Per esempio, un compito, nel bel mezzo dello svolgimento, presenta un foglio con le due facciate vicine tutte bianche, cioè non contenenti alcuna scritta, tranne una misteriosa frase, “con riferimento ciò”, apposta al centro del foglio. Oltretutto, la “frase” è stata scritta al contrario rispetto al resto del testo.
Ed ecco che spunta un nuovo inquietante arcano a turbare la serenità degli inidonei: potrebbe trattarsi di un tentativo di riconoscimento? Un altro busillis che va ad aggiungersi ai molti già sottoposti al giudizio della magistratura penale.
Fin dalla pubblicazione degli ammessi alle prove orali, avvenuta il 30 marzo 2012, si è scatenata sull’Usr Calabria una tempesta di richieste di accesso agli atti concorsuali, da parte dei candidati risultati non idonei. Molte le “illogicità” emerse :; incongruenze nella griglia di valutazione; tempi di correzione inverosimili (mediamente 9-10 minuti a candidato); parti di elaborati risultate identiche al contenuto di libri e persino di e-book (nota bene, in versione non stampabile); gravi errori concettuali e sintattici nei compiti dei candidati ammessi all’orale, presunte disparità di trattamento sia nelle prove scritte che in quelle orali.
Che dire, poi, dei messaggi rinvenuti in un forum di internet dedicato al concorso, in cui si fa riferimento a fatti illeciti in cui sarebbe stata coinvolta la commissione calabrese? Raccapriccianti. Ecco alcuni dei post “incriminati”, già pubblicati dalla rivista La Tecnica della scuola.
In uno di essi, l’ anonimo autore scrive: “Carissimi colleghi calabresi bocciati all’orale o collocati negli ultimi posti della graduatoria avete notizie di un dischetto di VISCOMI distribuito da……… prima della prova orale, ovviamente a pagamento contenente le domande della prova? Dobbiamo denunciare, a me è stato offerto e grazie a questo ho potuto superare la prova ma sono molto in basso nella graduatoria, ma Viscomi la pagherà”.
Dello stesso tenore il post: “Anche a me è stata fatta la proposta di acquistare il CD per la modica somma di 40.000 euro, guarda caso questo CD circolava nella piana di Gioia Tauro ed era in possesso di ……ne vedremo delle belle”.
Queste ed altre circostanze sono state oggetto di denunce alla Procura della Repubblica di Catanzaro, da parte di alcuni candidati esclusi. Perciò la vicenda del concorso per dirigenti scolastici 2011, in Calabria, è tutt’ altro che chiusa.
“Attendiamo fiduciosi, dalla magistratura penale, risposte alle nostre legittime domande–affermano i candidati che nei mesi scorsi sono stati interrogati dalle forze dell’ Ordine come persone informate sui fatti. Non ci fermeremo fino a che non sarà stata fatta chiarezza su tutta la vicenda. Intendiamo batterci con ogni mezzo per avere giustizia”.

Antonella Mongiardo

 

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