Stalettì – Ripristinare le vie d’accesso ed i luoghi del martirio della Serva di Dio Concetta Lombardo

Recentemente abbiamo avuto modo di constatare che la “strada di campagna”, meglio la “mulattiera” comunale, della larghezza di qualche metro, che “portava” nelle Località “Sarusi” e “Runci”, quindi in Località denominata “Serra de Cruci” (Serra delle Croci), sul luogo, tra l’altro, del martirio della Serva di Dio, Concetta Lombardo, è stata letteralmente interrotta a causa dello stravolgimento totale dei luoghi.

Attualmente non è più percorribile, come lo era fino a qualche tempo addietro, come da Noi accertato in occasione di uno specifico sopralluogo effettuato con l’allora Soprintendente Regionale dott. Attilio Murano, del Ministero dei Beni Culturali, insieme ad altri funzionari della Soprintendenza di Cosenza, su un probabile “Monumento Megalitico” esistente in zona.

…L’arteria ha ancora oggi la sua origine sulla S. Provinciale per Copanello, in località “Lenza” posta sul confine tra la Loc. denominata “Sant’Angelo” e località “’I Runci” e prosegue verso Est, proprio in prossimità del cancello d’ingresso principale della proprietà ex “Villa Ciluzzi o Torre Elena”.

Da qui in avanti si sviluppa per una lunghezza di circa 50,00 ml., e presenta una larghezza di circa ml. 2,00, costeggiando la proprietà attuale “Villa Ciluzzi” con un imponente muro di contenimento in pietra, realizzato al posto di un intenso filare di fichi d’India.

Questo tratto pare inalterato, almeno come larghezza, ma è di colpo ostruito con reticolato e rete metallica; ed ancora, ad impedire il suo svolgersi incrociandosi con un altro antico tratto di “mulattiera comunale”, a quota più bassa proveniente da Nord (che pure assolveva al collegamento del Centro Urbano con Copanello Alto), è un pendio non poco accidentato, la cui realizzazione, con l’impiego di notevole materiale di riporto, ha provocato pure l’annullamento, la “cancellazione”, per diverse decine di metri, non solo del tratto d’arteria antico ma di tutto il declivio originario.

Il tutto porta a dedurre che le cose sono state stravolte, cambiate volontariamente.

Ricordiamo, volendo qui fare un qualche richiamo storico, che il tragitto primitivo della nostra, denominata un tempo “’a ‘ccurciatúra e Sant’Angelo”, od ancora “ ‘A via de’ Runci”, creato dai nostri avi, tracciato quasi all’apice, meglio sul crinale delle alture del Monte che guarda a Nord-Ovest (offrendo un panorama mozzafiato), faceva parte di una rete di strade e mulattiere che iniziavano il loro percorso dal Centro di Stalettì, in questo caso dalla Loc. Petigadi e, scendendo verso Est., incontrava l’area cimiteriale o Loc. Catania; ed ancora faceva da confine tra proprietà di privati (quali Blandini e Lucifero) ed i denominati “timpi dô Cumuna”, (posti ai piedi dell’ampia piana dell’Alessi) e giungeva: un ramo (scendendo lungo il burrone Cassiodoro) in Loc. Coscia (o Copanello Lido); l’altro ramo, tracciato quasi sempre sul dorsale del nostro Monte, in Località “Sarusi”, quindi in Copanello Alto, passando nei pressi della S. Croce, innalzata nel luogo del martirio della nostra Serva di Dio e dalla casetta detta “d’a Dama” (della Dama) posta in Loc. “Punta ‘e Cardídhju”.

Quest’arteria, come altri sentieri storici-naturalistici-religiosi (anche perché, pare, non ci sia attualmente altro modo per giungere al luogo “Santo” già menzionato se non per “via area”, denotando la “sorda” mancanza di rispetto nei confronti della nostra Serva di Dio), andrebbe non solo ripristinata ma pienamente valorizzata, come suggerito più volte da questa Sede di Archeoclub d’Italia e pure dalla facoltà di Architettura di Reggio Calabria in un convegno-studi svoltosi nel 2016 in Stalettì; e pure sottoposta, a nostro avviso, ad un “specifico vincolo” alla stregua dei luoghi interessati al martirio della Serva di Dio, quali Beni Culturali di interesse religioso.

A ciò mira questo nostro appello o segnalazione, rivolto alle autorità in indirizzo, che vorranno, si spera, coinvolgere il comitato pro Concetta Lombardo ed ancora il Corpo Forestale dello Stato, il quale, anni addietro, ricordiamo, ha realizzato opere di terrazzamento, spartifuoco od altro e conservato la nostra arteria, prima degli eventi sopra esposti, meglio di altri Enti.

Il Presidente.
Prof. Rosario Casalenuovo (Già pluri Ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo)