​Stalettì si fa crocevia dei cammini: un piano integrato per il turismo lento


Trasformare il territorio in un hub strategico per il trekking e il cicloturismo, unendo le forze per valorizzare un patrimonio storico e paesaggistico unico al mondo. È questo l’obiettivo ambizioso emerso dall’incontro tecnico tenutosi lo scorso 26 marzo 2026 presso la Sala Consiliare del Comune di Stalettì.

Fare rete per il territorio
​L’incontro ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo i principali attori della mobilità dolce e della tutela ambientale in Calabria. Rappresentanti dell’Ente Parchi Marini Calabria, del Cammino di Cassiodoro, della Ciclovia Magna Graecia, del Cammino di San Bruno, della Ciclovia dei Parchi, del Gal Serre Calabresi, di Calabria Verde e del CAI si sono confrontati sulla necessità di coordinare i lavori di realizzazione e sistemazione della sentieristica locale.

​L’imperativo è uno solo: fare rete. Con ben cinque progetti in diverse fasi di avanzamento, il rischio di sovrapposizioni o interventi frammentati è alto. L’amministrazione comunale punta invece a una visione d’insieme che permetta una manutenzione efficiente e una segnaletica integrata.

​Cinque progetti, un unico cuore pulsante
​Il territorio di Stalettì rappresenta un punto di snodo naturale dove convergono cammini, ciclovie e ippovie.

Nonostante le diverse finalità, questi percorsi condividono lo stesso scenario mozzafiato e il medesimo fil rouge culturale: l’eredità di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro.
​I sentieri interessati dai lavori toccano i punti più iconici della costa e dell’entroterra stalettese:

​La costa e il mare: Dalle celebri Vasche di Cassiodoro a Copanello fino alla scogliera di Pietragrande, passando per la Grotta Vulcano e la Chiesetta di Panajia a Caminia.
​La storia antica: Il recupero della Via Randa di epoca romana, il misterioso Castrum, il sito di Santa Maria Vetere e la Fons Arethusa.
​L’identità del borgo: Il percorso che collega la vecchia statale 106 al cuore del centro abitato, culminando con la Tomba di Cassiodoro presso San Martino.

​”Coordinare questi interventi significa non solo preservare la bellezza dei nostri luoghi, ma anche offrire un prodotto turistico coerente e di alta qualità, capace di attrarre visitatori tutto l’anno,” è quanto emerso durante il dibattito tecnico.

Verso un futuro sostenibile
​Grazie alla sinergia tra enti regionali, associazioni escursionistiche e attori locali, Stalettì si candida a diventare un modello di gestione per il turismo lento in Calabria.

La sfida ora passa alla fase operativa: armonizzare i cantieri e rendere questi tracciati fruibili e sicuri, trasformando la “vecchia 106” e gli antichi sentieri in arterie di sviluppo sostenibile.