Statistiche poco scientifiche ed elezioni

In Islanda, sulle prime avevano detto che in parlamento c’era una maggioranza di donne, 37, poi hanno rifatto i conti, e sono solo 30. Secondo loro, 37 erano il quasi 60%, oggi pare solo il 48.

Cifra imponente, vero! Solo che l’Islanda, stando agli ultimissimi censimenti, conta 360.000 anime, trecentosessantamila, cioè metà della provincia di Cosenza.

Non ho niente contro l’Islanda, curiosa terra di ghiacciai e vulcani, e di cui il Leopardi diede, del tutto arbitrariamente, una pessima immagine, e invece i 360.000 ci stanno bene almeno dall’anno 1000; sono persino uno Stato indipendente, dal 1920, piantando in asso la lontana Danimarca, che del resto l’aveva soffiata alla parimenti remota Norvegia. Vantano che il parlamento sia il più antico ancora in funzione.

Ce l’ho con le statistiche. Secondo il metodo statistico, il 60% dell’Islanda equivale al 60% della Cina, e ciò è numericamente esatto; solo che il 60% islandese è circa 200.000 persone, quello cinese è un miliardo e duecento se non più. Ovvio che se divido la ricchezza dell’Islanda per 360.000 ogni islandese, anche i mendicanti, mi risulta ricchissimo; se faccio lo stesso per la Cina, l’Italia, gli USA, mi viene altissimo il numero assoluto dei morti di fame…

La prossima settimana, il Davi di turno griderà che in Calabria la mafia vieta di votare, e i suffragi espressi sono solo il 45%: così hanno detto, ricordatevelo, nel 2020. Ed è un falso, perché si contano ben quasi 400.000 elettori immaginari. In un paesello a me caro, gli elettori veri sono 1900; con quelli di fantasia, 3400. Di fantasia sono i pronipoti di emigranti; magari i miei cugini brasiliani e argentini, discendenti da due fratelli di mio nonno, che andarono ad aprire farmacie in quei luoghi; e che ancora fino agli anni 1930 ogni tanto scrivevano… Ecco, secondo le statistiche, questi Nisticò d’oltreoceano sarebbero elettori, e, a spese loro, dovrebbero prendere l’aereo e farsi una vacanza elettorale a vantaggio di Tizio e Caio…

Quanti abitanti fa, Soverato? C’è scritto 8760, molto pochi. Ma sappiamo tutti che qualcuno, più d’uno di questi 8760 vive undici mesi l’anno fuori; e, al contrario, tantissimi vivono a Soverato e sono residenti altrove. Ecco un bell’esempio di come le statistiche relative siano fuorvianti. Ah, dimenticavo che Soverato è la più ricca della Calabria: sommate stipendi e pensioni, dividete per 8760, e siamo tutti Paperoni!

Per capire la realtà dell’Islanda, o quella di Soverato, non giovano dunque i numeri, ma la realtà concreta, e fatta da chi conosce il territorio, lo vive, lo ama, lo patisce…

Alla fine, ragazzi, un parlamento uni o bisex che però rappresenta 360.000 persone, che si riunisce a fare?

Ulderico Nisticò