Storia della solennità dell’Immacolata

Nel narrare questa storia, procederemo a ritroso; e dal nostro piccolo di Soverato giungeremo all’intero Orbe Cattolico.
Nel 1941 l’allora vescovo di Squillace, Fiorentini, istituiva a Soverato Marina la Parrocchia dell’Immacolata, e affidandola alla “Pia Societas Salesianorum”. Era la conclusione di un lungo e non facile iter, che abbiamo narrato in “La fede tenace”, di Tonino Fiorita, don Italo Sammarro e U. N.

Fu nel 1854 che papa Pio IX, oggi beato, proclamò il Dogma: la Madonna concepita senza il peccato originale, e ciò la rende degna di essere “Theotòkos”, Madre di Dio. Da lì a poco, l’apparizione di Lourdes confermerà il desiderio di Maria di essere venerata come Immacolata Concezione.

L’8 dicembre 1816, Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia, proclamava il Regno delle Due Sicilie, e se stesso Ferdinando I; e ne dichiarava Patrona la Madonna Immacolata, per le ragioni che ora capiremo.

Da secoli, infatti, le popolazioni cattoliche veneravano l’Immacolata, nonostante veementi discussioni agli alti livelli teologici; del resto concluse con il divieto di negazione per volontà di papa Clemente XIII (1758-69). Tra le usanze, i fuochi della vigilia; e l’incoronazione della statua.

L’Immacolata ancora si lega strettamente alla nostra storia meridionale. Carlo di Borbone, re di Napoli e re di Sicilia dal 1734 al ’59, quando divenne Carlo III re dei molti troni spagnoli (rex Hispaniarum), chiese e ottenne dal detto Clemente XIII che l’Immacolata venisse aggiunta ai Patroni spagnoli, tra cui Santiago (San Giacomo).

Nel 1719, il Regno di Sicilia (l’isola) aveva proclamato l’Immacolata sua Patrona.
Quanto alla data, ci soccorre un episodio più antico di storia iberica, che forse ne è all’origine.

L’8 dicembre 1585, il “Tercio Viejo de Zamora”, comandato dal maestro di campo Francisco Arias de Bobadilla affrontò un corpo di marina olandese di cento imbarcazioni, guidato dall’ammiraglio Filippo di Hohenlohe-Neuenstein, e composto di protestanti. Di fronte all’evidente superiorità, il nemico offrì a Bobadilla la resa, ma ottenne solo questa risposta: “I fanti spagnoli preferiscono la morte al disonore. Solo dopo la nostra morte parleremo di trattative”.

Mentre il Tercio si attestava in attesa dell’assalto, un soldato, scavando una trincea, trovò un’immagine della Madonna. Apparve un segno divino e miracoloso, e infuse maggiore coraggio nei combattenti cattolici. Ebbe inizio la Battaglia di Empel, che in Spagna è chiamata “Milagro de Empel”. L’ammiraglio nemico, per aver ragione delle fortificazioni spagnole, aprì varco in una diga; ma un improvviso violentissimo vento contrario trannenne le onde, e impedì tale manovra. Venuti al corpo a corpo, agli Spagnoli, pur molto inferiori di numero, arrise la vittoria.

L’Immacolata Concezione fu proclamata Patrona dei Tercios, oggi la Fanteria, donde oggi anche in Spagna la festa nazionale dell’8 dicembre.
La vicende s’intreccia ancora con la nostra storia meridionale, giacchè il governatore dell’Olanda e comandante delle truppe di Filippo II era quel celebre Alessandro Farnese, duca di Parma, valentissimo condottiero, ed avo di Elisabetta e per lei di Carlo di Borbone.

Ma l’origine dell’Immacolata risale a molti millenni prima, e così leggiamo nel Protoevangelo, il v. 3-15 della Genesi: “Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno”.

Ulderico Nisticò