Storia di una famiglia in quarantena ai tempi del covid abbandonata da tutto e da tutti!

Ciò che state per leggere è una storia che ha dell’incredibile oltre che una denuncia verso tutti coloro che si definiscono “autorità”.

Ahimè al giorno d’oggi ammalarsi di COVID o avere contatto con un positivo significa essere un appestato, un giudicato e pregiudicato oltre che una vergogna, se si vive poi in un paese come Sant’Andrea Apostolo dello Ionio.

Purtroppo settimane fa siamo venuti a conoscenza della positività al COVID di mio cognato. Abbiamo attivato tutte le procedure e i protocolli previsti dalla legge, perché la mia famiglia è una famiglia coscienziosa, nonostante non ci sia stato tra noi un contatto diretto, in quanto facenti parti di due nuclei familiari differenti che vivono in due paesi diversi ma per il bene di tutti abbiamo preferito seguire quelle che dovrebbero essere le regole per tutti, anche se per molti non lo sono e non lo sono state perché è più facile non rispettarle e vivere nascosti all’ombra e coperti pure da chi invece dovrebbe denunciarli.

Mia madre aveva subito da pochi giorni un intervento chirurgico con tanto di tampone molecolare con esito negativo, in programma da giugno, inutile commentare l’essere celeri delle aziende ospedaliere.

Da qui inizia un calvario che non ha fine. Oltre alla preoccupazione per la situazione, mia madre comincia ad avere problemi con la ferita, per via di una infiammazione con conseguente infezione dovuta alla mancanza di medicazioni nonché dell’assistenza in questo caso di chi di competenza. Dopo 3 giorni contattiamo il medico curante, perché mamma avrebbe dovuto togliere i punti e ci indirizza verso l’ospedale che ovviamente con un’ordinanza di quarantena in atto non può visitare mamma e ci dice che il nostro medico in questo caso in veste di Medicina Preventiva, può venire a visitare mamma con i giusti DPI.
Il giorno dopo visita mamma ma per via della ferita infetta non può rimuovere i punti e le prescrive un antibiotico.

La situazione continua a peggiorare ed essendo giorni festivi, sotto indicazione del sindaco ci siamo trovati costretti a contattare il 118, che ci dice che loro sono medicina di emergenza e ci chiede se era stata attivata l’USCA vista la situazione, noi ovviamente rispondiamo da ignoranti che non eravamo a conoscenza di questa possibilità.

Arriva comunque il 118 che la visita, effettua la medicazione ma richiede un consulto da parte di un chirurgo specialista. Ovviamente impossibile. Ricontattiamo il sindaco perché i punti andavano tolti e ci reindirizza nuovamente verso il medico curante che alla chiamata risponde dicendo che essendo un intervento delicato non se la sarebbe sentita di effettuare la rimozione dei punti a casa,forse perché non essendo in un ambulatorio ospedaliero con a disposizione tutto l’occorrente, ma comunque il giorno dopo si reca a casa e glieli rimuove perché erano già passati 12 giorni e non potevano più stare lì . Da qui un respiro di sollievo. Sembra che tutto vadi bene.

Si ai nostri occhi e secondo noi “poveri abbandonati”! Perché assistenza sanitaria non ne abbiamo avuta da parte di nessuno, Asl compresa. Solidarietà da parte di chi ha bussato alla nostra porta quando necessitava il nostro aiuto e AVEVA BISOGNO, anche per un semplice augurio di buona Pasqua: ZERO! Ma avevamo le forze dell’ordine che passavano a controllarci, scendevano dalla macchina intrufolandosi dietro casa per controllare se ci fossero le macchine. 

Nel frattempo anche mia sorella e i miei nipoti sviluppano i sintomi purtroppo e al tampone molecolare risultano tutti e 4 positivi.

Noi nel frattempo aspettiamo con ansia e paura il 10 giorno per effettuare il tampone molecolare come da prassi anche se già per i pagliacci di questo paese il chiacchiericcio alitava le loro bocche sporche, sudice, cattive e prive di senso sulla nostra già conclamata positività accertata dalla loro ignoranza.

Beh per nostra fortuna l’esito è stato negativo! Peccato per loro e la loro bocca che purtroppo non ha potuto più alitare null’altro. Beh a breve il tappo lo dovrete mettere bene in bocca e vi assicuro che sarà più grande di quanto pensiate! Ricordandovi sempre che oggi è toccato a noi ma domani potrebbe toccare a voi. Non siete mica immuni! Nessuno lo siamo.

Ringrazio di vero cuore anche se non è quantificabile tutto ciò, la famiglia di Vincenzo Cascelli Laura Beagles la mia vicina Antonella Marascio insieme alla sua famiglia, la mia amica Alessia Scicchitano per la sua disponibilità, i miei cari amici Manu Aversa, Maria Domenica Ranieri,le mie amiche Bett Uzza, Jessica Battaglia, Maria Vittoria Russo con cui ho bruciato il telefono a furia di chiamate e videochiamate, perché ci sono stati veramente vicino e ci hanno supportato in questo momento difficile aiutandoci a superarlo al meglio in tutti i sensi.

Ringrazio anche chi non ha chiamato o ha fatto finta di farlo per curiosità. Ce ne ricorderemo e questa volta per sempre. Girate a largo e stateci lontano grazie,non ci servite e non abbiamo bisogno di voi. La nostra famiglia siamo noi!

Per ultimo e cosa più importante al momento,auguro alla mia grande guerriera nonché mia sorella e gran parte di me Azzurra Frustagli, una pronta guarigione da quest’altra battaglia che sono sicuro supererà come sempre a testa alta, insieme al mio caro cognato Benito Riitano e ai miei pezzi di cuori grandi, i miei nipoti la cosa più importante e grande che ho nella mia vita abbandonati anche loro dall’amministrazione comunale del paese in cui vivono.

La nostra famiglia unita ce la farà!
Questo epilogo trae lo schifo del sistema sanitario e amministrativo calabrese in cui continuiamo a vivere e che nessuno ha il coraggio di raccontare e denunciare, non si smentisce mai, una vergogna assoluta, la nostra storia ne è una prova!

Questo mio appello non è un grido di aiuto ma un gesto di consapevolezza visti gli episodi successi nella vicina Soverato dove a gestire la situazione è stato il sindaco Ernesto Alecci molto presente per la sua comunità il quale mi ha dato forza di dare voce alla nostra esperienza conclusasi bene per fortuna. Il mio appello va a tutti quelli che potrebbero trovarsi nella medesima situazione. Seguite rigidamente i protocolli,non abbiate paura e denunciate per il bene di tutti!

Vincenzo Frustagli