Storia provvisoria delle provvisorie Italie


 Con buona pace dei legali, il fatto precede sempre il diritto. Noi però, facendo finta di non saperlo, qui ci divertiamo a raccontare, in punta di diritto, quanto ci fu di provvisorio in Italia, o Italie, dal XIX secolo in poi.

– Nel 1814, fra i vari principi italiani più o meno “restaurati” ci fu anche Napoleone, signore dell’Elba. Fuggì poco dopo, ed era meglio per lui se restava nella ridente isoletta toscana, invece di uno scoglio atlantico. L’Elba se la riprese il granduca.

– Sparirono poco dopo il Regno di Sicilia (1282-1816), e nacque, con poca fortuna, il Regno Due Sicilie; fu annesso a Modena il principato di Massa (1829); nacque e sparve un Ducato di Lucca; la Savoia si annesse Mentone tolta a Monaco.

– Nel 1848 si formò… ma che dico? Si doveva formare una Lega antiaustriaca con a capo papa Pio IX; il quale ben si guardò dal dare seguito al progetto.

– Dal 1859 al maggio ’60, Torino si annesse Milano, Parma, Modena, Bologna, Romagna, Toscana; cedette alla Francia la Savoia e Nizza con Mentone. Il tutto si continuò a chiamare, provvisoriamente, Regno di Sardegna.

– Garibaldi si proclamò dittatore di Sicilia e Napoli, agendo, per qualche mese, come provvisorio capo di Stato.

– Francesco II, siccome di papere politiche ne aveva fatte poche, ripristinò la costituzione odiatissima da soldati e popolo, e persino il tricolore borbonico. Tutto provvisorio. Non gli diede retta nessuno, o avremmo assistito a una guerra tra due tricolori. Abbiate pazienza, che ci arriviamo.

– La Sardegna, annettendosi di passaggio Marche e Umbria, bloccò e congedò Garibaldi e si annesse, tramite plebiscito, Sicilia e Napoli.

– Pio IX, ridotto a Roma e Lazio, si dichiarò papa re; provvisorio, perché il regio titolo scomparve dopo il 1870.

– Francesco II, mai rinunciando a dirsi re delle Due Sicilie, visse provvisoriamente a Roma come principe Farnese; poi in Trentino come rispettato signor Fabiani.

– Il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II veniva dichiarato re d’Italia; e poneva fine, stavolta in modo definitivo, agli innumerevoli titoli degli stessi Savoia e dei cessati altri principi; tra cui le diverse pretese ai troni di Cipro e Gerusalemme.

– Capitale provvisoria, Torino; dal 1864, sempre provvisoria, Firenze; dal 1870, stavolta definitiva, Roma.

– Nota: a nessun ardente patriota venne a mente di rivendicare, con Savoia e Nizza, la Corsica francese, e Malta e le Isole Ionie inglesi. Bixio voleva far guerra alla Svizzera per il Ticino.

– 1866, in un modo o nell’altro, annessione di Veneto e Mantova; 1918-24, annessione di Bolzano, Trento, Trieste, Fiume, Rodi e Dodecaneso… e cessione della Dalmazia tranne Zara.

– Dal 1925, dittatura del partito unico fascista; nel 1943, anche ciò si rivelò provvisorio.

– Intanto re Vittorio Emanuele III divenne, provvisoriamente, imperatore d’Etiopia e re d’Albania.

– Dal 1941 al ’43, provvisoria espansione territoriale dell’Italia a Lubiana, Dalmazia, Montenegro, Isole Ionie; dell’Albania italiana al Kossovo; e Aimone di Savoia re tanto provvisorio di Croazia da non mettervi mai piede.

– 1943, armistizio, provvisorie capitali a Brindisi e Salerno; provvisorio Regno non riconosciuto dagli Angloamericani, finché non lo soccorsero Stalin e Togliatti. 1944, sospensione provvisoria del re e nomina del luogotenente Umberto, di fatto capo dello Stato.

– Nascita della Repubblica Sociale Italiana, con forze armate e apparato, però con un “capo” non più “duce”, e assetto provvisorio; capitale provvisoria, Salò, governo a Milano.

– Regno d’Italia ed RSI sventolavano il tricolore, con diversi stemmi: bandiere provvisorie.

– 9 maggio 1946, abdicazione del re e successione del figlio come Umberto II.

– Breve regno, ed eventi concitati (diciamo così) dopo il 2 giugno. Assume i poteri di capo dello Stato, provvisorio, de Gasperi. Viene nominato presidente provvisorio della Repubblica il monarchico de Nicola.

– Quasi tutti i governi sono stati effettualmente provvisori. Sopra i mille giorni, due Berlusconi, l’attuale Meloni, un Craxi, un Renzi…

Non stupitevi se in Italia è tutto provvisorio.

Ulderico Nisticò