Strade; ovvero, non siamo seri in Calabria

Il forestiero che percorra la Trasversale e legga due volte il cartello ARGUSTO, immagina che Argusto sia una metropoli di almeno centomila, duecentomila abitanti, con migliaia di auto, tutte necessitanti di almeno due svincoli. E invece trattasi di un nobile e spopolato paese, cui lo svincolo di Chiaravalle bastava per secoli.

Sindaco Bertucci, sottosegretario Soriero, Argusto pretese e ottenne – sì, ottenne! – che venisse costruito, con spesa di miliardi di lire, un secondo svincolo. Attenti: non ci fu alcun dolo, nessun imbroglio, nessun fine recondito… no, solo la più pacchiana presunzione calabrese, tipo “Mio nonno era barone”; oppure, che va sempre bene, “Qui sbarcò Ulisse”. Io avrei anche capito se ci fosse un trucco… ma mi guasto il fegato al pensiero che sia stato triturato quel denaro solo per la più infantile vanagloria di avere due svincoli!

Quanto siamo piccolini, in Calabria; e pronti a vendere l’anima per un titolo nobiliare fasullo: come mastro don Gesualdo in Sicilia.
Adesso vogliono due svincoli anche a Satriano Laganosa. E figuratevi: ad Argusto c’era solo un barone; a Satriano, niente di meno che un principe! E sorvolo sulle bufale della Sagra. Insomma, ci vogliono almeno due svincoli, a Satriano.

Ma sì, sarebbe una crudele ingiustizia, se un automobilista dovesse raggiungere la rotatoria, e poi tornare indietro di addirittura 500 metri!
Eh, quante volte vi ho detto che la bretella da Turriti alla rotatoria doveva essere cinta di rete elettrificata, senza il minimo accesso? Perché lo dicevo? Perché lo so che non siamo seri, in Calabria.

E il bello è che tutti dicono non bastare i soldi. E grazie che non bastano mai, se ogni borgo sperduto vuole il suo svincolo… anzi, due!!!
Decisamente, non siamo seri.

Ulderico Nisticò

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.