Strani pesciolini mordicchiano le gambe dei bagnanti nel soveratese

E’ capitato a molti bagnanti quest’estate, nelle acque basse del soveratese, avvertire semplicemente immergendo i piedi e le gambe vicino riva, quello che sembrava un piccolo morso.

Fastidioso, ma nulla di preoccupante per l’uomo, se non fosse per il fatto che quel fenomeno ci racconta dei cambiamenti climatici e degli effetti che hanno sul nostro mare che si va tropicalizzando.

I pesci sono attratti da piccole escoriazioni della pelle o dalle crosticine che si formano dopo un trauma e vanno con i loro dentini a infierire proprio in quelle parti del corpo.

Nello stupore e nella curiosità generale, a dare una prima  risposta è Oceanus, organizzazione no-profit che promuove la ricerca e la salvaguardia degli ecosistemi marini:

A tutti sarà capitato di osservare piccoli pesci rovistare in cerca di cibo fra la sabbia e sedimento sollevato dai nostri piedi nell’acqua bassa, a qualcuno sarà capitato anche di avvertire dei piccoli morsi, infatti questi pesci, allo stadio giovanile, (mormora, sarago, occhiata, triglia, ecc) possono occasionalmente trasformarsi in pesci-pulitori nutrendosi di cellule morte della nostra pelle. Ma le segnalazioni riguardano invece una specie in particolare, di piccola e media dimensione, che ha cambiato comportamento, forse per la carenza di prede abituali, almeno in un caso in Croazia è certo si tratti di occhiate.

L’occhiata è un pesce azzurro, non supera i 25-30 cm di dimensione con un peso che va dai 700 g ad 1 kg; è onnivoro – cioè si nutre sia di alimenti di origine animale come invertebrati e avannotti sia di origine vegetale come le alghe – In particolare è possibile immaginare che siano gli esemplari di occhiate di piccole e medie dimensioni i responsabili di questi “attacchi” che sembrano provochino più stupore che danni a qualche sfortunato bagnante vittima di quello che sembra essere più un “assaggio” che un fenomeno di predazione reale.

Dunque se da un lato ci sentiamo di tranquillizzare chi ci legge riguardo questi piccoli incidenti al fine di non trasformarli in notizie di tendenza; dall’altro lato invitiamo tutti a riflettere sulle condizioni dei nostri mari sempre più caldi, inquinati, impoveriti da una pesca eccessiva che sta rompendo antichi equilibri costringendo i suoi abitanti ad adattarsi per non sparire.