Studenti e lavoratori fuorisede possono tornare a casa dal 4 maggio, la preoccupazione delle regioni del Sud

«È in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». L’articolo 1 dell’ultimo dpcm, per contenere la pandemia del Coronavirus, non lascia spazio ad altre interpretazioni: i fuorisede, che siano studenti o lavoratori, possono rientrare a casa a partire dal 4 maggio.

Servirà l’autocertificazione ma sarà comunque possibile ricongiungersi ai propri familiari dopo oltre 50 giorni di lockdown. «Lo consentiamo in ogni caso. C’erano situazioni di persone rimaste bloccate e in difficoltà» è il commento secco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Adesso si teme una nuova fuga dal Nord: il rischio, infatti, è che il virus si diffonda, che “viaggi” in treno o in aereo verso quelle regioni che, come dimostrano i numeri, sono riuscite a contenere la pandemia.

Sul piede di guerra la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che chiede al governo di «assumersi in pieno la responsabilità di un nuovo esodo verso il Sud e dell’eventuale aumento di contagi che potrebbe derivarne». A preoccupare è «il ritorno in massa da zone con altissimi numeri di contagio»: per questo verranno adottate «misure di cautela» di competenza regionale.