Successo a Soverato per “Ramificazioni”, il primo festival della danza d’autore

La danza che avanza: non solo come mero processo estetico ma quale percorso di vita che va oltre l’immaginario comune. E’ quello che sta realizzando Filippo Stabile, direttore artistico di “Ramificazioni”, il primo festival della danza d’autore in Calabria.

Una programmazione ricercata e di qualità che stupisce e rapisce. Durante l’ultimo appuntamento, sul palco del Teatro Comunale di Soverato si è esibita la compagnia Create Danza, diretta proprio da Filippo Stabile, con un gruppo di straordinari ballerini – Elena Mandolito, Marianna Chiarelli, Carola Puglisi, Greta Martucci e Alex Esposito e Laura Alberto – che hanno dato corpo, forma ed espressione allo spettacolo “Quadro d’autore”.

Quattro le performance in scena: “Trafitto da un raggio di sole”, dove si ha tutto il senso della vita che oscilla continuamente tra l’attesa della felicità e il dolore; “Universolaltro” nella quale si racconta la fragilità, la vulnerabilità della persona e la necessità di relazionarsi, accettarsi ed entrare in equilibrio con tutto ciò che ci circonda; “Silenzio a due voci”, la rivendicazione della donna sul patriarcato, vittima delle debolezze peccaminose degli uomini, e, “Full bodies/Empty Spaces”, prima nazionale creata appositamente per Ramificazioni Festival, che ha dato l’idea, in modo calzante, del terrore vissuto dal tempo che corre, fugge e non riusciamo a vivere e a goderci in modo adeguato.

Sessanta minuti dove tutto è curato nei minimi dettagli, dalle musiche alle luci, dai costumi alla mimica facciale. Un viaggio travolgente nelle emozioni che fa riflettere e interrogare su se stessi.

“I lavori sono tutti studiati e pensati con una drammaturgia – spiega Stabile – Io lavoro, infatti, con Antonio Iapichino, un attore e drammaturgo che mi aiuta nella stesura registica. Ci tengo molto al senso puro delle cose, al significato profondo, perché la danza ha tanta libertà ma anche dei limiti, che è quello del non verbale che spesso può essere frainteso e non compreso e, quindi, occorre dare un’identità chiara a quello che si presenta. E’ importantissimo non legarsi solo all’estetica e alla bellezza ma raccontare qualcosa attraverso un’interpretazione, un ruolo, che ti dia la possibilità di vivere un’esperienza significativa, sia come spettatore che come artista.”

“Il pubblico sta rispondendo in modo più che positivo – aggiunge Filippo – Stiamo lanciando messaggi importanti, provocando stimoli e, poi, stiamo dando e creando lavoro, un segnale fondamentale in un momento del genere per il mondo della danza. Fare un festival di questo tipo in Calabria era una scommessa? Io ci ho sempre creduto. Sicuramente lavorare in questa terra è più difficile ma le soddisfazioni sono triplicate.”

Ramificazioni Festival – spin off di Armonie d’Arte Festival, realizzato con il sostegno del Fondo Unico per lo Spettacolo-Danze Nuove Istanze – non si ferma qui.

Stasera, 12 ottobre, alle ore 20.45, sempre al Teatro Comunale di Soverato, ci sarà la compagnia Spellbound Contemporary Ballet con “Yes, of corse it hurts – Unknown woman” con la coreografia e la regia di Mauro Astolfi, coreografo di fama internazionale, ma anche guest teacher nei maggiori centri di danza. Il Spellbound Contemporary Ballet è appena rientrato da Mosca, dal Dance Inversion Festival organizzato dal Teatro Bolshoi e, dopo la tappa calabrese, proseguirà per una lunga tournée invernale in tutta Italia. Un appuntamento, quindi, da non perdere. Per info e biglietti www.ramificazionifestival.it oppure al Teatro Comunale, tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 13.