Successo per la presentazione del libro dell’Onorevole Claudio Martelli a Santa Caterina dello Ionio


L’Onorevole Claudio Martelli, personalità di rilievo della politica italiana nella stagione del PSI di Bettino Craxi, ha presentato il suo libro “Mi sento abbandonato. La vera storia della trattativa per salvare Aldo Moro”.

L’iniziativa che si è svolta nella splendida cornice della Torre di Sant’Antonio, sulla spiaggia di Santa Caterina, rientra nel programma della nona edizione della rassegna “Uno sguardo dalla Torre”, organizzata da Marco Badolato, Franco Schipani ed Eugenio Lijoi.

Dopo i saluti di quest’ultimo, il giornalista Michele Drosi, ha incalzato l’autore con una serie di domande volte a comprendere cosa sia avvenuto e come siano andate le vicende relative al sequestro e all’uccisione , da parte delle Brigate Rosse, del Presidente della Democrazia Cristiana. Claudio Martelli ha spiegato come nei giorni del rapimento si fronteggiarono due schieramenti: quello della fermezza contrario a qualsiasi trattativa e concessione ai terroristi, nel quale spiccavano proprio la Dc e i Comunisti e quello impegnato nella ricerca di una via per salvare Moro.

Su questo fronte, in prima linea c’era il Partito Socialista Italiano guidato da Bettino Craxi. Martelli ha anche evidenziato come persino gli apparati di sicurezza, che in altre occasioni avevano agito con efficacia, non produssero analisi puntuali né iniziative utili alle indagini.

Quasi emersero errori gravissimi, dimissioni e depistaggi, come nel caso di via Gradoli 8, dove erano nascosti i capi delle BR e dove la polizia si era limitata a bussare alla porta senza sfondarla. Insomma, secondo Martelli, a 47 anni di distanza, quella vicenda conserva tutta la sua drammaticità, per i misteri nei quali è ancora avvolta, nonostante tutte le indagini giudiziarie e parlamentari che ne sono seguite.

E si può ben dire che sul caso Moro lo Stato ha fallito non solo sul piano politico, ma anche su quello investigativo. Ci sono oramai alcune certezze, ha continuato Martelli, che dimostrano come le ricerche non siano state indirizzate dove avrebbero dovuto e che alcuni fraintendimenti non possano essere stati semplicemente frutto di stupidità, ma ci sono state manomissioni e mancate ispezioni che impressionano e che non hanno trovato spiegazioni da parte delle autorità.

All’ex ministro della Giustizia è rimasta anche la sensazione che corpi estranei si siano intromessi nelle indagini, ignorando tracce utili e inseguendo invece quelle fasulle. La serata, che ha registrato la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, si è conclusa con l’autore intento a firmare le tante copie del libro andate a ruba.

Rosanna Paravati