Sulla Calabria si spara a bersaglio fermo

 La rete denominata 7 è privata, quindi libera di fare la campagna elettorale a un candidato, come sta facendo; e del resto, quello è l’unico candidato, seppure a voce, e tutto il resto della Calabria ignora che ad ottobre (forse) si vota. Per il resto, la trasmissione domenicale di Giletti è come la pilloletta della pressione: obbligatoria, con il solito contorno di urla e di proteste in campo cortissimo, mentre si vede che sono quattro gatti. 

 Più o meno, quello che ogni domenica sentiamo risponde al vero, sullo sfascio della sanità calabrese, sui bilanci a parole, sulle valanghe di debiti, sul mangia mangia eccetera; e certe brutte cose, alla fine, è meglio saperle che non saperle o far finta di niente. Tanto meno io voglio parare la schiena ai politicanti e medici e bande dal 1970 ad oggi…

 Quello che mi lascia basito è il silenzio della Calabria. Spirlì non si lascia intervistare; di Longo si dovrebbe interessare la Sciarelli; gli interessati tipo commissari eccetera, muti.

 I partiti politici, a parte che in Calabria non esistono, silenzio; giornali e tv regionali, sono in catalessi; università e intellettualoni antimafia segue cena, zitti. Come mai?

 Beh, i partiti si capisce perché non parlano: i colpevoli, dal 1970, appartennero e appartengono a tutte le tessere, tranne il MSI, che però non c’è dal 1994; perciò i partiti non solo non attaccano funzionari e medici e altri colpevoli, ma si preparano a candidarne qualcuno, con la volpina spiegazione che “porta voti”. 

 I “club service” e logge hanno tutti degli iscritti tra i (presunti) lestofanti in giacca e cravatta.

 Gli antimafia segue cena restano convinti che la mafia siano quattro disgraziati analfabeti che mangiano la capra, e che il modo più efficace per combattere il fenomeno sia una fiaccolata con palloncini a forma di capretto, RAI al seguito con faccia commossa. Mancano solo i politicanti e sindaci che si minacciano da soli, e l’elenco è completo.

 Gli intellettuali piagnoni e gli sbarcatori di Ulisse… ahahahahahahahah!

 Ecco cosa mi preoccupa, non Giletti, ma una Calabria del tutto priva di una qualsiasi reattività ed energia e fegato e dignità. Se davvero dovessimo andare a votare ad ottobre, nulla, con queste premesse, potrà cambiare. Si presenteranno, all’ultimo momento, delle liste; e una trentina di inetti verranno eletti consiglieri, molto ben remunerati per tacere e votare a comando.

Ulderico Nisticò