Sulla crisi di Girifalco

 Ipotesi, provenienti da più parti della popolazione civile e dal mondo della politica, dicono che il Sindaco Cristofaro sia stato esautorato e, dunque, costretto a dimettersi dalle forze dell’opposizione e da alcuni assessori della sua giunta.

 Seppure sensate, si tratta pur sempre di ipotesi, che per onestà intellettuale vanno accolte con le dovute cautele. Da quello che si dice, da voci provenienti da gente anche impegnata nella politica, sembra che il sindaco sia stato silurato dalla opposizione, che per caso ha trovato alleati in una fronda interna alla stessa maggioranza.

 Cerchiamo di interpretare i fatti. Il comune di Girifalco, come tutti i comuni italici, in questo momento di grande difficoltà soprattutto economica, disporrà di soldini provenienti dallo Stato, che potrà distribuire a esercizi commerciali e famiglie in difficoltà. Gli avversari di Cristofaro – che non ha mai nascosto il suo proposito di ricandidarsi alle prossime elezioni d’autunno – intuendo che il sindaco dimissionario avrebbe potuto sfruttare questo momento particolare per farsi pubblicità, hanno pensato bene di farlo cadere insieme alla sua giunta.

 Il dottor Deonofrio e gli altri membri dell’opposizione hanno fortunosamente trovato comunione di intenti con una fronda interna alla maggioranza, come si diceva. Infatti, gli assessori Piccione, Ferraina, Destefani e il vice sindaco Siniscalco hanno trovato l’accordo per sfiduciare il primo cittadino e farlo cadere. Secondo loro – sempre da quanto si sente mormorare in giro – approfittando del momento di emergenza e di estrema crisi economica, Cristofaro avrebbe potuto agevolare con i contributi dello stato i suoi elettori e i suoi simpatizzanti. Il sindaco uscente non ha mai nascosto la velleità di ripresentarsi alle prossime comunali, nonostante il lustro da lui governato sia stato di nocumento per la comunità girifalcese.

 Per cinque, lunghi anni, i fatti dicono che a Girifalco è mancato il dialogo politico con la cittadinanza, e che Cristofaro e la sua giunta hanno sempre eluso in maniera strategica qualunque momento di confronto con le varie istituzioni e le forze politiche avversarie. Se, poi, si pensa che del tanto strombazzato programma elettorale niente è stato mantenuto, e che sono addirittura aumentate le tasse di oltre il 40%, è presto detto. A questa specie di dittatura silenziosa, si aggiunga l’indolenza dei Girifalcesi, che nulla hanno fatto per ribellarsi a questo stato di cose. Inoltre, pare che il vice sindaco Siniscalco, insieme alla Ferraina, abbia volontà di costituire una nuova compagine politica per le prossime amministrative, che dovrebbe sostenerlo nella sua candidatura a primo cittadino.

 Insomma, il sindaco Cristofaro sarebbe stato fatto fuori dai suoi stessi collaboratori più fedeli e da un’opposizione ferocemente incarognita per aver perso le ultime elezioni. I cesaricidi già cantano vittoria. Ma cantano vittoria pure quelli dell’opposizione. Intanto, per il bene comune, dovrebbe prevalere il buon senso e qualcun dovrebbe lavorare alla costituzione di un gruppo civico capace non soltanto di vincere le elezioni, ma di governare bene una comunità che ha voglia di rinascita e di pace sociale.

Pino Vitaliano