Tante culpae in vigilando…

…ovvero, quis custodiet ipsos custodes?
Nella gerarchia militare, il soldato (fante, artigliere, bersagliere, marinaio… ) obbedisce al caporale; il caporale al sergente; il sergente al maresciallo; i sottufficiali a sottotenente, tenente, capitano; gli ufficiali inferiori, a maggiore, tenente colonnello, colonnello; gli ufficiali superiori, ai generali di vario grado; tutti, al capo di Stato Maggiore; al ministro della Difesa; al presidente della Repubblica.

Nella gerarchia ecclesiastica, il parroco obbedisce al vescovo; il vescovo al papa.
Nella gerarchia scolastica, il professore obbedisce al preside; il preside al provveditore; il provveditore al ministro… Uso le chiare denominazioni antiche, così ci capiamo.

Nella gerarchia giudiziaria, sopra Petrini qualcuno c’era, no?
Nella gerarchia… eccetera. Tutte le gerarchie sono, per definizione, gerarchie; o, come dicono in USA, catene di comando. Ecco perché gli USA non sottopongono mai i loro militari a comando straniero.

Ebbene, tornando al primo esempio, se il soldato semplice commette un reato o comunque si comporta male, alla fine, gerarchicamente, la colpa è di tutti, dal caporale al presidente della Repubblica. Che colpa? Culpa in vigilando, non aver controllato.

Se (e non giochiamo ai garantisti!) un’intera caserma dei Carabinieri era luogo di spaccio, festini, torture eccetera, e se una caserma CC non è la Ridotta Bassani del Deserto dei Tartari, ma si trova, come tutte le altre, nei centri cittadini, nessun capitano colonnello generale, nessuno si è mai accorto di niente? Nessuno ha mai effettuato una bella ispezione a sorpresa… e non come quella del generale di Firenze quando io ero militare a Pisa, che ci avvertì due settimane prima, e tirammo tutto a lucido!

Se i carabinieri di quella caserma di Piacenza Levante sono colpevoli, devono finire in galera nel senso antico, remare sopra una nave da guerra con aguzzino armato di frusta; devono essere sbattuti in miniera, eccetera… e ciò per due motivi:
– hanno commesso reati;
– hanno posto a rischio l’onore dell’Arma, il che è infinitamente più grave per tutta la comunità nazionale.

Notate come ragiona un reazionario: m’importa pochissimo e nulla delle responsabilità individuali di quattro cialtroni; ho a cuore l’Arma come comunità secolare, da sempre struttura portante dello Stato. A questo proposito mi viene a mente qualcosa che non vi dirò mai.

Ora sento che è stato destituito il capitano, che evidentemente non vigilò; ma aspetto la punizione di tutti gli altri, che non hanno indagato nemmeno sul capitano, e su tutte le suddette gerarchie. Attenzione, non se la possono cavare con qualche annetto di galera (nominale) a quelle scartine: è responsabile tutta la gerarchia.

È ora di finirla, in tutti i settori e campi militari e civili, con il lassismo legalizzato: chi ha il potere di comandare, ha il dovere di comandare; se non lo fa, o è complice o è un pericoloso imbecille. In entrambe le eventualità, o in gattabuia, o a casa.

Ulderico Nisticò