Tanti candidati e un assente: il perché

 Riassunto: non si sa quando andremo a votare per le regionali; si sa, forse, che nel centro(destra) la Calabria tocca a Berlusca, ma non si sa se Occhiuto o Abramo o eccetera; nel PD, marasma tra Oliverio e il PD; 5 stelle, in rivolta contro l’accordo del PD… e poi Tansi, Callipo…

 Un bel disastro, che però consente ai giornali di riempire le pagine con pettegolezzi di nomi. Come sempre, in Calabria, la sola cosa che conta è il nome del presidente. Tipo A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), uno peggio dell’altro e l’altro peggio dell’uno. Politicamente parlando, s’intende.

 Oggi, appunto, si parla solo di nomi. E il calabrese, anche in buona fede, spera sul serio che venga giù dal monte come Zaratustra un salvatore della patria; uno di quei salvatori della patria che sono arrivati a 50 e 60 facendo i pesci in barile, e improvvisamente dovrebbero fare i miracoli di Licurgo a Sparta.

 L’illustre assente, dunque, è il perché uno, chiunque sia, si voglia candidare. Attenzione, non dico “il programma”. Se avete pazienza, tra un’ora di programmi ve ne scrivo una decina io, tutti uguali (la 106, le ferrovie, la mafia, i cervelli in fuga, il turismo, la cultura… ), con, per differenziare, qualche lieve sfumatura di peudosinistra e pseudodestra, in realtà tutti una melassa di centro. Programmi che io scriverei per svago, e che, molto giustamente, non leggerebbe nessuno.

 No, io parlo sul serio: in nome di che, per fare che si vogliono candidare Tizio o Caio o Sempronio o Mevio? Di quali istanze, di quali idee sono portatori?

 Dico portatori, perché le idee dovrebbero elaborarle i filosofi, i dotti, le università, i giornali, gli esperti, la gente… e nel corso di discussioni vere e accapigliate, non passarelle segue cena e premi letterari patacca.

 E invece, in Calabria, sono muti come tombe gli esperti, la gente, i giornali, le università, i dotti… costoro aprono bocca solo quando c’è da chiedere € a qualsiasi titolo.

 E quando dovrebbero pensare, costoro? Ma per tempo, anni prima, non all’ultimo momento per fornire occasioni di chiacchiere, o, con la scusa della società civile, occupare un posto in lista e “portare voti”.

 Oramai è tardi, e chiunque venga eletto, sarà la stessa cosa di A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra): vuoto torricelliano e nulla eterno.

 Conclusione: per qualsiasi cosa vi venga a mente, politicanti calabresi, non fate affidamento su di me. Io un voto conto, un voticino solo: ma il mio non l’avrete.

Ulderico Nisticò