Targa “Salvatore Codamo” di poesia

Iniziativa inserita nell’ambito del Premio Alda Merini 

“Siamo particolarmente grati alla famiglia Codamo – sottolinea Vincenzo Ursini – per aver condiviso la nostra proposta di ricordare Salvatore nell’ambito di una manifestazione letteraria molto importante come il premio Alda Merini”.
A partire dall’edizione in corso, la IX, il premio Alda Merini di poesia, ideato da Ursini, si arricchisce, infatti, di una nuova sezione dedicata a Salvatore Codamo: giovane poeta e pittore catanzarese scomparso prematuramente il 5 maggio del 2013.

Con tale iniziativa saranno assegnate cinque targhe d’argento – realizzare su disegno di Grazia Calabrò – che andranno ad aggiungersi ai premi messi a disposizione della giuria dall’Accademia dei Bronzi, associazione culturale che da nove anni organizza gratuitamente il “Merini”. I premiati saranno scelti direttamente dal presidente Ursini tra i partecipanti al concorso e costituiranno una sezione autonoma denominata “Targa Salvatore Codamo”.

Salvatore, come già detto, oltre ad essere poeta era anche un artista. Numerose sono infatti le sue opere, tutte raccolte in un catalogo postumo. Una di queste opere, dal titolo “Tempesta emotiva” sarà riprodotta sulla copertina del volume “Voci poetiche per Alda” che contiene tutte le poesie che hanno superato la prima selezione del premio. È una “tempesta emotiva” come le poesie di Alda Merini. Il punctum augmentationis è costituito dalla temperie socio-e¬motiva ed affettivo-relazionale che, come per magia alche¬mica, si è affermata e consolidata tra l’Accademia dei Bronzi ed i partecipanti al Premio. “La figura che più si evidenzia – scrive Maria Concetta Giorgi – è un uomo al lato sinistro del quadro. Dal suo essere scaturiscono i pensieri che, avendo movimento verso l’alto, si diffondo¬no e diventano idee. È un quadro primitivo che porta cioè all’origine delle cose, al subbuglio di un’anima che pensa e sprigiona astrazioni mentali in forma di occhi che osservano. Pare il caos dal quale poi nasce il mondo. L’uomo con la sua possibile “corona di spine” ha una mente aperta che coinvol¬ge e fa riflettere. Noi siamo un tempo finito che, nel turbine delle emozioni, genera vita e tutto ricomincia”.

Ma chi è stato Salvatore Codamo? Nato a San Mauro Marchesato, in provincia di Crotone, il 7 ottobre 1971 si trasferisce a Catanzaro Lido con il papà Ezio e la mamma Angela Di Marino. Nel 1989 consegue la maturità scientifica presso il liceo “E. Fermi”. Nello stesso anno, approda alla facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma. Inizia a comporre versi e a dedicarsi alla pittura. Un succedersi di poesie, disegni e quadri invadono, quindi, le sue giornate. Le letture cambiano: Arthur Rimbaud, Verlaine, Baudelaire, Artaud, Apollinaire, Gibran, cibano la sua sensibilità che scavalca presto i consueti stereotipi.

Il suo amore per la pittura incontra le opere del Caravaggio, Van Gogh, Gauguin e nume¬rosi contemporanei. A Roma, altri stimoli, nuove amicizie alimentano la sua creatività. Le porte del suo appartamento-studio sono sempre aperte per la coltivazione umana ed artistica. Bussano colleghi di studio e clochards, vecchi compagni e fresche conoscenze incontrate nelle varie associazioni, nei circoli culturali, teatrali e cinematografici. La sua rubrica telefonica si riempie di numeri di critici d’arte a cui sottoporre poesie e quadri. Il futuro è lì, nel mondo dei colori, nel cuore dei fiorenti versi. La grande alchimia del verbo e del pennello, prodotta da un incontro tra l’essere, il mondo e le parole scritte o dipinte, azzarda e disegna il suo intimo percorso. Nel 2003 le edizioni Ursini pubbli-cano la sua raccolta di poesie “Schegge dell’anima”, seguita da una seconda ristampa nel 2014, a quasi un anno dalla sua morte. “Ma la finestra del profondo non può chiudersi al passaggio del dramma, il suo grido è forte in un silenzio che respiriamo e restituiamo con amore. Salvatore è il guardasigilli di queste memorie”, così afferma il critico d’arte Ghislain Mayaud, il 24 maggio 2014, in occasione della mostra inaugurata presso la galleria “Arte spazio” di Luigi Verrino, con l’esposizione e i commenti critici dell’intera produzione pittorica. Da questo evento è scaturita la realizzazione del libro “Salvatore Codamo pittore: Opera completa”, curata dallo stesso critico, pubblicato a novembre del 2014. Codamo viene citato nel libro “Percorsi d’arte in Italia” edito da Rubbettino, nell’articolo Europa: 1914-2014 di G. Mayaud che lo accosta al gruppo olandese Co-bra. Alcuni suoi quadri vengono inseriti nel calendario 2019 di Arte e poesia, promosso dall’associazione culturale dell’Accademia dei Bronzi e la sua poesia “Uguaglianza” riceve la targa “Arte nuova” alla memoria. Nell’edizione 2020 riceve il premio Arte viva per l’opera pittorica “Gioia di vivere”.

Un omaggio alla sua poesia e alla sua arte pittorica è presente nell’opera “Pagine di arte e poesia”, rassegna di artisti e poeti a cura dell’Accademia dei Bronzi.
“Libertà ed uguaglianza, amore e sogno: questo vorrebbe il giovane Salvatore Codamo – scrive Fulvio Castellani – per quanti vivono l’odierna società. Con versi forti ed emozionanti al tempo stesso, cuce così un mosaico di momenti e di immagini che veicola attese, delusioni, arrabbiature e che sfocia sempre e comunque in un mare di limpidità emotive e d’amore… Poesia, dunque, questa di Salvatore Codamo, che fa riflettere e che si fa amare, che è lo specchio traslucido di una personalità forte e che merita veramente di essere gustata in ogni sua più recondita sfumatura”.
Il premio che l’Accademia dei Bronzi assegnerà annualmente nell’ambito del “Merini”, è certamente una bella e qualificata iniziativa per far conoscere in ambito internazionale questo poliedrico artista catanzarese.