L’Amministrazione mi guarda un po’ male, quando la critico: e già, è abituata agli incensi! E tra poco leggerete cose turche su due argomenti che loro sanno e non fanno: Ruga e un Libro. Abbiate fede.
Invece, oggi 25 sono perfettamente d’accordo con l’Amministrazione e sui parcheggi a pagamento e sulla tassa di soggiorno. L’ho ripetuto in molte altre occasioni, e approfitto per confermare.
Dagli anni 1960, Soverato patisce una dilagante turba psichica collettiva, quella di “quanta gente sul Lungomare”. Quanta? Ai tempi di Mancini, erano centodiecimila. Bum! Perché è una turba? Perché prima degli anni 1960, il turismo era ancora di qualità (rispetto ai tempi).
Poi arrivarono categorie che non nomino se no pare brutto, quelli di venti in un appartamento di pessime condizioni, ammesso pagassero; e categorie più raffinate, certi professori commissari d’esame da metà giugno, e che, finito di fare danno, restavano in ferie fino ad agosto, per poi… andare alle terme.
Ma queste cose da un pezzo non ci sono più; e la nostra balneazione inizia a fine luglio e si spegne verso il 20 agosto.
Intanto abbiamo regalato Soverato a tutti gli sfaccendati, con evidente degrado della richiesta, quindi dell’offerta. Facciamo pagare almeno la tassa.
E lo stesso, i parcheggi. L’anno scorso ce n’erano 400 a pagamento, e io ne metterei di più. A che serve il pagamento? A stroncare il vizietto di girare a vuoto in macchina per trovare un posto. Ebbene, o pagano, o se ne vanno lontano: se sono venuti per “una passeggiata”, passeggino un altro chilometro.
Colgo l’occasione per ricordare a tutti che Soverato non è l’autodromo di Monza; e che c’è un limite di velocità: mentre bastano duecento metri dritti, e ogni borghesuccio dal piedino facile si sente Nuvolari. Multare a tutto spiano, a quattro e a due ruote.
Ulderico Nisticò