Un pomeriggio di ordinaria attesa agli sportelli postali si è trasformato in un caso di intolleranza e tensione verbale nel cuore della città. L’episodio si è verificato di giovedì pomeriggio all’interno della sede centrale delle Poste in piazza Vittoria a Treviso.
La protesta degenera in insulti
Secondo quanto emerso, la scintilla che ha fatto scoppiare il caos è stata legata ai tempi d’attesa per usufruire dei servizi dello sportello.
Un uomo di mezza età, spazientito per la fila, ha iniziato a manifestare ad alta voce il proprio malcontento.
Tuttavia, quella che inizialmente poteva sembrare una comune protesta per i disservizi o la lentezza burocratica ha rapidamente perso qualsiasi connotato di civiltà. In pochi istanti la situazione è degenerata: l’uomo ha iniziato a urlare con veemenza, denigrando pubblicamente il lavoro degli impiegati davanti a tutti gli altri utenti che si trovavano in coda in quel momento.
L’attacco discriminatorio
L’apice della gravità si è toccato quando l’uomo ha indirizzato un insulto dal chiaro sfondo discriminatorio e territoriale nei confronti di un’addetta allo sportello, gridandole:
«Tornatene a Catanzaro».
Il grave attacco verbale ha suscitato sconcerto e momenti di forte tensione all’interno dei locali dell’ufficio postale centrale, riaccendendo il dibattico sulla tutela del personale di front-office, sempre più spesso bersaglio di frustrazioni e aggressioni da parte dell’utenza.