Teratopoiesi

 Da teras, prodigio, e poieo, vuol qui dire creazione di mostri sacri, una prassi molto diffusa in Calabria. Si inizia a scuola, dove il bambino X viene pompato a voti altissimi; poi fallisce, e gli resta per tutta la vita l’illusione di essere un genio incompreso. Dio benedica don Mariani, che, ad una domanda fattami di livello esame di glottologia, mi premiò con sei e mezzo (6.5)! Fu anche per questo che io non divenni mostro, tanto meno sacro. Perché uno, più sa, più si accorge che le cose da sapere sono molte di più della sua scienza.

 Una delle tantissime cose che ignoravo fino a poco fa, per esempio, era che esiste una professione del “massmediologo”; ora penso sia una cosa tipo la “pedagogia della r-esistenza”, argomento – non scherzo – che costituì un corso di laurea dell’UNICAL, poi caduto nel vuoto.

 Massmediologo è Klaus Davi, già salvatore di San Luca, poi salvatore di Reggio, oggi, a quanto leggo, spedito il più lontano possibile. Vento in poppa, gli auguro. Per un paio d’anni, però, imperversò sui giornali e tv calabresi.

 Sappiamo di Muccino, che doveva venire ad esaltare la Calabria… ed esaltò tovaglie a quadri, un bergamotto e un mare senza ombrelloni. 

 E anche Spirlì si disse fosse “una delle persone più colte che io abbia mai conosciuto”, e finora non ha detto una mezza virgola di cultura.

 E via con i professoroni di qualcosa, tutti rigorosamente sconosciuti a sud dello Stretto e a nord del Pollino, ma ciascuno con il suo quarto d’ora di celebrità…

 E, ogni tanto, ne pigliano uno per trasformarlo – altro teras! – in uomo politico. Si sa che solo la cultura salverà la Calabria! Ed ecco Mario Caligiuri, Domenico Cersosimo, Aldo Corasaniti, Saverio Di Bella, Doris Lo Moro, Luigi M. Lombardi Satriani, Andrea Monorchio, Vito Teti, Antonio Viscomi, eccetera; tutti in qualche modo politicamente disastrosi o nulli. Politicamente, s’intende.

 La Calabria deve guarire dalla teratopoiesi. Come si fa? Semplice: Hic Rhodus, hic salta. Calma, ve lo spiego. C’era un fanfarone che si vantava di saper saltare sopra l’intera Isola di Rodi. Uno ne disegnò per terra la mappa, e gli disse: Fa’ finta che sia Rodi, e saltaci sopra.

 Ecco qui: prendiamo, per esempio, il famoso grecista XXX de YYY, lo spediamo da me, io gli scrivo ἤχθαι, e gli domando due cose: che forma verbale è; e se si è accorto che è sbagliata.

 Ahahahahahahahahah.

Ulderico Nisticò