Terreni fantasma, tasse reali. Parte la battaglia per restituire equità fiscale ai proprietari di Chiaravalle Centrale


Una petizione con circa trenta firme ha acceso la miccia. Il consigliere di minoranza Vito Maida l’ha raccolta e trasformata in una mozione consiliare per alleggerire il carico fiscale sui proprietari di terreni nell’Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato del nuovo P.S.C. e restituire una destinazione agricola a chi ne fa richiesta.

 Una petizione sottoscritta da circa trenta cittadini e proprietari di terreni è stata depositata presso il Comune di Chiaravalle Centrale. Contestualmente, il consigliere di minoranza Vito Maida ha formalmente depositato una mozione consiliare che ne recepisce integralmente i contenuti, traducendo le istanze dei firmatari in un atto di indirizzo politico-amministrativo.

L’atto impegna il Sindaco e la Giunta ad adottare misure urgenti per ridurre l’IMU sui terreni ricadenti nell’Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato del nuovo Piano Strutturale Comunale e ad avviare un procedimento di variante che consenta ai proprietari di chiedere la retrocessione dei propri fondi ad area agricola.

Cosa prevede la mozione
Il nuovo Piano Strutturale Comunale, approvato nel 2022, ha riclassificato numerosi terreni precedentemente agricoli inserendoli nell’Ambito Territoriale Agricolo Urbanizzato. Una categoria che, sulla carta, attribuisce una capacità edificatoria — appena 150 metri quadrati su un lotto di 1.000 — ma che sul piano fiscale ha prodotto un effetto pesante: l’abbandono del criterio del reddito dominicale e l’applicazione dell’IMU calcolata sul valore venale di mercato, come se si trattasse di aree autenticamente fabbricabili.

Il risultato è un prelievo sproporzionato su una ricchezza che, in molti casi, esiste solo sulla carta. La mozione chiede di porvi rimedio attraverso tre possibili leve fiscali, da attivare in via alternativa o cumulativa: la riduzione dell’aliquota IMU parametrata all’effettivo indice di edificabilità; l’introduzione di coefficienti di riduzione del valore venale che tengano conto della reale appetibilità di mercato e degli oneri di urbanizzazione ancora da sostenere; e, in subordine, detrazioni d’imposta specifiche per i proprietari coinvolti.

Il secondo pilastro della mozione riguarda la libertà di scelta dei proprietari. L’atto chiede al Consiglio Comunale di avviare, entro 90 giorni, il procedimento per una variante al P.S.C. che consenta a chi non ha alcun interesse edificatorio di presentare un’istanza motivata per riportare il proprio terreno alla classificazione agricola originaria. Con un effetto immediato e concreto: il ritorno al regime fiscale del reddito dominicale, senza oneri istruttori o con oneri fortemente ridotti.

Non si tratta di un ripensamento urbanistico generalizzato, ma di uno strumento mirato che restituisce coerenza tra la destinazione catastale, l’uso reale del suolo e la tassazione applicata. Un tavolo tecnico e una moratoria sugli accertamenti

La mozione prevede inoltre l’istituzione di un tavolo tecnico permanente — con rappresentanti degli assessorati all’Urbanistica e al Bilancio, dell’Ufficio Tecnico e dell’Ufficio Tributi, affiancati da un consulente esperto — per monitorare l’attuazione delle misure, istruire le richieste di retrocessione e formulare una proposta organica di revisione dei valori venali.

A corredo, la richiesta di una relazione tecnico-finanziaria che quantifichi il numero dei contribuenti interessati e l’impatto delle riduzioni sul bilancio comunale, insieme alla sospensione immediata delle attività di accertamento e riscossione coattiva dell’IMU sulle aree coinvolte, per le annualità pregresse e per quella in corso.

«Questa mozione nasce dall’ascolto diretto dei cittadini e dalla petizione che mi è stata consegnata — ha dichiarato il consigliere Vito Maida — ed è il frutto di un confronto con decine di proprietari che rischiano di subire un prelievo fiscale ingiusto su terreni che non hanno alcuna reale vocazione edificatoria. Non chiediamo trattamenti di favore, ma il ripristino di un principio elementare di equità: le tasse si pagano sulla ricchezza effettiva, non su ipotesi urbanistiche. Restituire a chi lo desidera la possibilità di tornare ad area agricola significa anche valorizzare il nostro territorio per quello che è, senza forzature. Ora ci aspettiamo che la Giunta e il Consiglio Comunale diano seguito a queste richieste con la stessa urgenza con cui i cittadini le hanno avanzate.»