Testimonianza di ex giocatore del Catanzaro: “La vita è nulla se non si ha Gesù nel cuore”

È questo il messaggio principale che arriva forte e chiaro dalla testimonianza di conversione e di fede dell’ex calciatore del Catanzaro, Antonio Criniti che, in un incontro con i ragazzi del catechismo, promosso da don Michele Fontana, parroco della parrocchia di Santa Maria della Pace, di Satriano marina, si è raccontato mettendo a nudo la sua vita, la sua esperienza e mettendosi a tu per tu con con chi aveva di fronte. Una giornata di emozioni e di forti riflessioni grazie ad Antonio e a don Michele, perché il suo non è un semplice catechismo, ma è qualcosa di più profondo, un insegnamento costante, un cammino di preghiera quotidiano.

Il sogno di Antonio fin da piccolo era quello di diventare calciatore, infatti dormiva con il pallone da cui non si staccava mai e, nel tratto che percorreva quotidianamente da casa per andare a scuola, si fermava in chiesa ma solo per chiedere a Gesù che si potesse avverare il suo sogno. Un ragazzo che a parte il suo desiderio di giocare in serie A, aveva quello di aiutare la sua famiglia umile ma ricca di valori e di amore. “Gesù m aveva dato un talento- ha raccontato- ed è un dono che volevo usare per fare del bene ma, il talento si mette a frutto quando al primo posto metti Dio”. Il sogno si è avverato quando a 12 anni ha superato il provino del Catanzaro e ha iniziato a giocare nel settore giovanile, sotto la guida vigile dell’allenatore Fausto Silipo. “Una vita che piano piano si è trasformata, è iniziata la notorietà, sono arrivati i primi soldi, il successo ma… al contempo tutto questo forse non era la felicità, quella vera. Prima di essere un calciatore si è un uomo – ha detto Antonio nelle battute iniziali nel rivolgersi ai ragazzi dalla prima alla terza media- e nelle varie fasi della mia vita ed esperienza calcistica, Gesù ha determinato la mia crescita c’è sempre stata la sua mano”. Un racconto ricco di dettagli ma in cui Antonio ha fatto emergere chiaramente che quando si ha notorietà e ricchezza, ma non si ha quella spirituale si diventa schiavi del denaro. “Avevo messo da parte Dio ma ho capito che la vita è nulla senza Gesù nel cuore e senza un rapporto costante e quotidiano con Lui”.

Antonio ha messo in risalto come non siano mancati i momenti difficili, così come non è mancata la depressione perché era rimasto sordo alla chiamata di Gesù.

Poi un bel giorno tra le colline triestine ha iniziato da andare in un santuario vuoto, dopo gli allenamenti con il desiderio di andare dalla Madonna. Il momento della conversione e del ritrovamento con Dio arriva dopo un pellegrinaggio con la madre a Fatima, lì dove ha sentito un calore in tutto il corpo…qualcosa stava cambiando e il miracolo c’era stato.

“La mia vita da quel giorno – ha concluso- è cambiata, ho sospeso i farmaci per la depressione e ho proseguito la mia professione calcistica ma con Gesù nel cuore e nella mia vita, il mio migliore amico che ancora oggi ogni giorno mi tiene per mano. Solo con Lui si può essere felici, non con i soldi o il successo, tutto deve esserci nella giusta misura. Mai allontanarsi dalla fede”.

Il ritrovamento con Gesù, il matrimonio con Elisa, la nascita delle sue bellissime bambine: sono senza dubbio questi i goal più belli e significativi della vita di Antonio Criniti.

Antonella Rubino