Pare una storia di quelle che s’inventano, e invece non solo è vera ma posso addurre tre qualificatissimi testimoni.
Ieri sera 20, mentre stavo chiacchierando, mi avvicinano due forestieri, uomo e donna, e, chiedono “Ma quale è il centro storico di Soverato?”; perché lo abbiano chiesto a me, è un fatto forse di junghiana coincidenza, di intuizione che non sarebbero stati delusi, di pelle… Non si sa: quello che è certo è che se non avessero incontrato me, i due curiosi restavano senza la benché minima informazione.
Infatti, Soverato, ovvero la Perla, è totalmente priva di un servizio di accoglienza per turisti che non siano unicamente sole e mare e ballo, e vogliano fare quella cosa che in Calabria è quasi totalmente sconosciuta: il turismo culturale.
Di ciò non si cura la Regione Calabria, la quale, da quando esiste, cioè dal 1970, è del tutto all’oscuro di qualsiasi cosa abbia a che vedere con la cultura; e gli assessori “competenti” sono da arredamento e soprammobile.
Figuratevi la Cabina di regia della cultura… la quale vuoi vedere che non esiste, e io sono l’unico che ci crede? Ahahahahahah
Non se ne cura la Provincia di Catanzaro, ammesso che ce ne sia una. Ci sono dei cartelli con QRCode (ovviamente scritti da me; e, ancora più ovviamente, gratis) ma non si fa nulla per segnalarli.
Soverato ogni tanti anni apre baracche informative, che però, evidentemente, non informano.
Adesso chiediamo, con preghiera di non far finta di essere distratti, cosa fa Soverato per illuminare i forestieri… e anche gli indigeni… sulla storia eccetera di Soverato?
Vorremmo risposte, e prima del 31 agosto!
Oppure sapete che faccio? La prossima volta che qualcuno mi chiede qualcosa, lo manderò dritto dritto al Comune o alla Proloco o roba del genere o da qualcuno dei famosissimi intellettuali indigeni tipo sbarcatori di Ulisse o re Italo in grotta; e io farò finta di non sapere.
Sai le risate…
Ulderico Nisticò