Tra letture, riflessioni e strumenti della tradizione una bella serata culturale
Emozione, cultura e senso di appartenenza. Sono queste le parole che meglio descrivono l’atmosfera vissuta nella sala consiliare del Comune di Torre di Ruggiero, dove si è svolto uno degli appuntamenti più intensi del cartellone estivo promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Roti, con l’assessore alla Cultura Mario Barbieri che ha portato il proprio saluto.
Protagonista della serata lo storico Ulderico Nisticò, che ha presentato il suo ultimo saggio Storia politica della Magna Grecia, opera rigorosa e appassionata che ricostruisce, con taglio divulgativo e spirito critico, le vicende politiche delle colonie greche nel Sud Italia.
Un libro che invita a guardare oltre la mitizzazione, restituendo alla Magna Grecia la sua complessità storica, fatta di luci e ombre, grandezze e cadute.
Ma l’evento, introdotto dal giornalista Francesco Pungitore, è stato molto più di una semplice presentazione: è diventato un vero e proprio viaggio nel tempo, capace di unire la parola scritta con la voce viva della musica e della narrazione orale.
Nel corso della serata si è parlato anche delle origini più remote della nostra civiltà, rievocando le figure leggendarie di Italo e degli Enotri, antenati mitici dei popoli dell’Italia meridionale, delle complesse guerre tra le poleis magnogreche, con i loro intrecci di alleanze e rivalità, e si è dato spazio anche alla voce della poesia antica, ricordando poeti e poetesse che hanno cantato, con parole immortali, la bellezza, la gloria e le contraddizioni di quella che fu una delle più affascinanti culle culturali del Mediterraneo.
A dare profondità emotiva al testo sono state le letture intense e misurate di Deborah Cortese e Lelah Kaur, definite con affetto “le due muse” della serata, capaci di infondere anima e delicatezza ad ogni passo scelto.
La cornice musicale ha rappresentato un momento altrettanto potente: la zampogna di Giuseppe Gualtieri, la chitarra battente di Giuseppe Donato, la pipita di Gregorio Procopio, il fischiotto di corno e le narrazioni coinvolgenti di Giovanni Donato hanno saputo evocare antiche atmosfere, legando i suoni popolari calabresi a un’eredità millenaria che affonda le sue radici nella cultura greca.
Un dialogo profondo tra passato e presente, tra storia e identità. A renderlo possibile, un pubblico partecipe e attento, che ha saputo ascoltare, lasciandosi attraversare da parole e melodie che non sono solo tradizione, ma parte viva della memoria collettiva.
“La Magna Grecia – si è detto – non è solo un capitolo nei libri: è qualcosa che ci cammina ancora dentro”. Una frase che riassume il senso più profondo di questa serata. E che spiega perché, in luoghi come Torre di Ruggiero, anche la cultura può diventare un gesto d’amore verso la propria terra.