Traffico e spaccio di droga con metodo mafioso, tredici arresti


I Carabinieri della Compagnia dei Carabinieri di Cirò Marina, supportati da quelli dei Reparti, dipendenti da questo Comando Provinciale, nonché del Nucleo Cinofili, dell’8° Elinucleo e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 13 persone (10 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), indagate, a vario titolo, per aver concorso nei reati di “traffico, detenzione, ai fini dello spaccio, e smercio delle sostanze stupefacenti – artt. 73 e 74 del D. L. 309/1990”, aggravati dal cosiddetto “metodo” o dalle “finalità mafiose” (art. 416 bis 1 del Codice Penale).

Il procedimento per le fattispecie di reato ipotizzate è attualmente nella fase delle indagini preliminari.

Un gruppo criminale che, per conto della cosca Farao Marincola, gestiva lo smercio di sostanze stupefacenti nella piazza di Cirò Marina e zone limitrofe. E’ quello al centro all’alba di oggi di una operazione dei carabinieri denominata “Desert storm”.

Indagini che hanno preso il via dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Aloe, figlio del vecchio boss Nicodemo “Nick” Aloe, ucciso in un agguato di mafia nel 1987. Gli inquirenti hanno trovato numerosi riscontri alle dichiarazioni del pentito che ha delineato l’organigramma del gruppo di spacciatori al cui vertice c’è un uomo ritenuto affiliato alla cosca, il 45enne Cataldo Cozza.

Il collaboratore ha rivelato che la gran parte degli introiti del traffico illegale, che in estate raddoppiavano, confluivano nella bacinella del clan. Aloe ha anche riferito dell’esistenza di un appunto sul quale erano annotate le cifre dello smercio che egli stesso ha avuto modo di visionare.