Tragedia di Satriano, l’AIDAA: “Chiederemo la custodia dei cani”

La richiesta è stata avanzata questa mattina dall’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA. L’associazione ribadisce la richiesta che le indagini vadano a fondo per capire quali sono state le motivazioni scatenanti dell’aggressione di alcuni cani che ha portato alla morte della giovane Simona Cavallaro. “Comunichiamo che nei prossimi giorni – scrive AIDAA – seguendo quelle che sono le vie ufficiali chiederemo la custodia del gruppo di cani attualmente sotto sequestro e che in queste ore stiamo lavorando per mettere insieme un pool di esperti in rieducazione di questi cani in modo che si possa a tutti i costi evitare la loro soppressione”.

L’associazione già nei giorni scorsi è intervenuta sulla morte di Simona Cavallaro definendola “una tragedia senza rimedio, una vicenda dalla quale non si può tornare indietro” esprimendo “dolore per quanto accaduto e la vicinanza a quella famiglia, agli amici di Simona ed a tutta la comunità di Soverato”.

“Ma non possiamo prescindere dal chiedere una seria indagine delle forze dell’ordine e della magistratura che oltre a tener conto delle responsabilità del pastore 44enne di Satriano proprietario del gregge custodito dai cani, e chiediamo anche un’attenta ricostruzione su quanto accaduto, sui comportamenti dei due ragazzi e delle successive azioni e reazioni compresa la fuga del ragazzo che stava con Simona e che hanno portato al tragico epilogo. I cani addestrati per difendere le greggi agiscono secondo dei precisi comportamenti da parte di quelli che loro ritengono essere “degli intrusi”.

“Quei cani non vanno soppressi – ha scritto l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA – ma rieducati e riassegnati a chi li sa comprendere, amare ed educare alla convivenza uomo-animale. Ci rendiamo conto- conclude la nota AIDAA – che in questo tremendo momento queste parole potrebbero suonare quasi incomprensibili per molti, ma noi pur rispettando quelle che saranno le rilevazioni che scaturiranno dalle indagini non crediamo che quei cani abbiano colpe a prescindere, ma che le colpe siano degli umani a partire dal pastore che li avrebbe lasciati incustoditi come incustodito era il gregge di capre che quei cani, o almeno una parte di loro doveva difendere ed ha difeso seppure con il tragico epilogo che ha portato alla tragica morte di una ragazza ventenne”.