Trasversale: adesso, ai lavori, e subito

 Si legge che è terminata la conferenza dei servizi. È senza dubbio una notizia interessante, anzi mi spingo a dichiarare che è una buona notizia. Da quanto trapela, c’è stato un intervento decisivo di Occhiuto, unico politico a fare qualcosa, a netta differenza dei mutissimi parlamentari Vono e Viscomi, del consigliere regionale Alecci, dei presidenti di provincia Abramo e non mi ricordo l’altro. Muti anche sindaci e pubblica opinione, intellettuali in testa.

 Bene? Sì, bene, se, dopo i progetti e le conferenze, si passerà, e subito, ai lavori. Vedete, amici, io sono un uomo semplice e all’antica; e per me i lavori sono quelli degli operai, dei tecnici, delle ruspe. Io, homo rusticanus come Gioacchino, non ho mai visto automobili marciare sopra fogli di carta. Vero che conferenze e progetti ci vogliono, ma solo per dare il via a pale, picconi, cazzuole, impastatrici di cemento e catrame…

 Io, sfacciato storiografo e politicamente scorretto, vi cito due dati certissimi: nel 1865 iniziarono a tracciare la ferrovia da Bari e da Reggio, e con tutte le immaginabili enormi difficoltà del tempo, nel 1876 i due tronconi s’incontrarono a Soverato; nel 1932, la 106 era a Policoro, e nel 1935 a Soverato: tre anni. A lavorare non furono maghi ed eroi e ciclopi, ma esseri umani che non perdevano tempo.

 Vorrei dunque, e lo dico come Comitato, che la prossima settimana, lunedì 9, qualcuno dia colpi di vanga e badile, e qualsiasi altra attività. E lo dico soprattutto per il territorio del versante tirrenico, che è in pessime condizioni; e poi anche per la Gagliato – Rotatoria 106. Siamo a maggio. Dandosi da fare almeno fino ad ottobre, si possono ottenere immediati e utili risultati.

 Se passa maggio, se passa l’estate, se ne parlerebbe nel 2023: e questo è intollerabile; e rinvio tale da scatenare pesanti manifestazioni popolari. Per quanto mi riguarda, mi proclamo indisponibile a prendere in considerazione alcuna presunta giustificazione o scusa: voglio i lavori, e subito.

 Come mi piacerebbe ricevere una risposta: e pubblica.

 E propongo un’inaugurazione come facciamo noi: panini, zeppole, vino e tarantelle; guai a chi, senza prima aver fatto niente, si presentasse in cravatta a spacciarsi per meritevole!

Ulderico Nisticò