Tropea, il Consiglio di Stato conferma: lo scioglimento per mafia è definitivo


La parola “fine” sulla vicenda amministrativa di Tropea arriva da Palazzo Spada. La Terza Sezione del Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dall’ex sindaco, insieme ad altri ex amministratori e consiglieri, confermando in via definitiva la legittimità del decreto di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

​Il verdetto dei giudici
​Il massimo organo di giustizia amministrativa ha blindato la decisione assunta precedentemente dal Governo, rigettando le istanze che miravano a ribaltare il provvedimento.

Secondo i giudici, il quadro delineato dalle relazioni prefettizie presenterebbe elementi solidi e sufficienti a giustificare la misura straordinaria, volta a salvaguardare l’ente locale da condizionamenti della criminalità organizzata.

Resta la gestione commissariale
​Con questa sentenza, viene meno ogni possibilità di reintegro per la precedente giunta. La triade commissariale, già insediata alla guida della “Perla del Tirreno”, resterà in carica per l’intera durata del mandato prevista dalla legge, traghettando il Comune verso nuove elezioni solo al termine del periodo di commissariamento.

​Le reazioni
​La decisione segna un punto di non ritorno per la politica locale. Se da un lato l’ex amministrazione ha sempre rivendicato la correttezza del proprio operato definendo il provvedimento “ingiusto”, la sentenza del Consiglio di Stato chiude il cerchio giuridico, ribadendo la prevalenza delle esigenze di legalità e trasparenza nelle istituzioni pubbliche.