Si fingevano esponenti delle forze dell’ordine per raggirare le fasce più deboli, ma la giustizia ha presentato il conto. Il Tribunale ordinario di Catanzaro ha condannato in primo grado Pasquale Riccio, 35 anni, ed Emanuela Bondarenko, 25 anni, entrambi originari di Napoli, alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 300 euro.
I due sono stati riconosciuti colpevoli del reato di truffa aggravata ai danni di una donna di 86 anni residente a Borgia, nel catanzarese. Per gli imputati, che si trovavano già sottoposti al regime degli arresti domiciliari, i giudici hanno disposto anche l’obbligo di risarcimento dei danni in favore della vittima, che si era costituita parte civile nel procedimento giudiziario.
La dinamica del raggiro
I fatti contestati risalgono a gennaio 2025 e ricalcano un copione purtroppo ben noto alle cronache. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e cristallizzato nella sentenza di condanna, Riccio e Bondarenko hanno agito in concorso tra loro mettendo in atto la cosiddetta truffa della finta telefonata.
I malviventi hanno contattato telefonicamente l’anziana vittima qualificandosi falsamente come Carabinieri. Sfruttando l’effetto sorpresa e l’autorevolezza del ruolo simulato, sono riusciti a manipolare l’86enne e a portare a termine il raggiro.
L’esito del processo di Catanzaro segna un punto a favore nel contrasto a un fenomeno criminale odioso, che prende di mira la buona fede degli anziani, e ribadisce l’importanza per i cittadini di non assecondare mai richieste telefoniche sospette, segnalando immediatamente ogni anomalia alle vere autorità.