Turismo a Soverato, perché non imitare le best-practice di chi ci è riuscito?

Ormai da anni la mia vita si svolge quasi interamente nel comune di Soverato; si proprio Soverato, quella definita una tempo “la Perla dello Ionio”.
È assolutamente vero che rispetto a qualche anno fa sembra ci sia più gente, più turismo.

Ma è altrettanto vero che possiamo fare molto di più: possiamo pensare di competere sui mercati internazionali e di aumentare il benessere della cittadinanza tutta.
Abbiamo a nostro favore l’etichetta “Perla dello Ionio”, il lungomare, il mare, il corso, i molti punti di ristoro, il cibo.

Attrattori senz’altro importanti ma che non sono sufficienti per creare un’identità riconoscibile a livello internazionale per competere con altri concorrenti nazionali ed internazionali.

Avendo già un buon punto di partenza potremmo anche pensare di arrivare ai livelli di Amalfi, riconosciuta da tutto il mondo come eccellenza italiana che pur non avendo delle spiagge come le nostre, è riuscita a crearsi un’identità mettendo in evidenza la sua storia di repubblica marinara, la regata, la fabbrica della carta, il duomo, il limone e tanto altro. Questo ha permesso di migliorare le condizioni di vita non solo della popolazione amalfitana ma anche di quella limitrofa.

Tutto questo grazie all’attuazione di piani strategici studiati da professionisti e alle scelte coraggiose da parte dell’amministrazione. Allora perché non imitare le best-practice di chi ci è riuscito?

Perché non individuare gli obiettivi e le azioni strategiche da mettere in atto? Perché non iniziare a considerare di formulare un piano strategico a lungo termine coinvolgendo sia il pubblico che il privato? Perché non contrastare la tendenza dell’emigrazione giovanile?

Magari rispolverando “vecchie” tradizioni, usanze ed esperienze, tenendo bene a mente la sostenibilità in tutte le sue sfaccettature: ambientale, economica e sociale.
Abbiamo tanto da offrire, tanto da dire, tanto da dare.
Soverato ha tutte le carte in regola per giocarsi questa partita! Perché non provarci?

Victoria I.