Turismo a Soverato

soveratoestate3pNon ho alcun pregiudizio né positivo né il contrario sull’andamento del turismo a Soverato quest’anno; anzi fate finta che io sia un sociologo di passaggio, intenzionato a compiere un asettico studio sull’argomento. Se lo fossi, procederei così:
– indagine sui posti letto in albergo, pensioni e b&b: quanti clienti e per quanto tempo; questa è facile, perché devono essere tutti registrati;
– indagine sui coperti in ristoranti, pizzerie e simili: più complicato, ma non troppo: anche questi dovrebbero essere registrati;
– indagine sugli appartamenti rigorosamente affittati in nero: questa invece è difficilissima, anzi impossibile per la natura cromatica dell’affittanza, nero, e che non sono registrati da nessunissima parte sotto nessunissimo punto di vista;
– indagine, abbastanza accessibile a occhio, sull’intenso traffico automobilistico dalle ore 19.00 alle ore 02.00; e sull’infinita abbondanza di parcheggi liberi dalle ore 02.00 alla tarda mattinata.
E qui vi voglio! Se in certe ore non trovi un posto manco a pagarlo, e in altre ne trovi un visibilio, questo in buon italiano non si chiama turismo, si chiama flusso; e a Soverato c’è anche il venerdì di gennaio per il mercatino e ogni lunedì per le banche.
Ma prima di giungere a qualche conclusione, mi piacerebbe disporre di numeri. è ora di finirla con la statistica a colpi di “quanta gente sul Lungomare”, vero oppio dei popoli del turismo soveratese! Non dimenticheremo mai quando Fausto Taverniti, portavoce di Peppino Chiaravalloti e assessore di Soverato (tre cose incomprensibili per la mente umana: Chiaravalloti presidente della Giunta e Taverniti portavoce e assessore: per il resto, entrambi santi subito, in vita, lunga vita), dicevo dunque il poi cacciato a pedatoni assessore affermò che sul Lungomare passeggiavano “centodiecimila persone”, 110.000, pari a cento per metro lineare! Giornalisti compiacenti ripeterono la bufala.
Ecco, sarebbe ora di finirla con questo pascolo di bovine da mozzarella fasulla; e disporre di numeri reali e certi. E sapere così se è vero che ad agosto c’è stata gente e a luglio no; o se ce ne sarà a settembre… Eccetera.
Sarebbe ora di fare un saltino di qualità dal sedicente turismo degli anni che furono, a un’idea seria e scientifica dell’attività ricettiva, da affidare a competenti e professionisti; e ad organizzazioni di ampio respiro territoriale e sociale, che garantiscano presenze anche oltre i soliti 15 gg d’agosto.
Ci vorrebbe quella specie di Pietra filosofale, quel Santo Graal introvabile, quella spada Escalibur, quell’Araba Fenice di Soverato che è il Piano Spiaggia, che, come il suaccennato longevo uccello, “che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa”; e che palesemente non desidera nessuno prima del 2100.
Ci vorrebbe un convegno verso ottobre, aperto a tutti gli interessati… ma con la clausola che ognuno parli massimo cinque minuti, politicanti compresi; fate me moderatore, e state certi che saranno cinque. E prima, tutti quanti fuori i numeri. Nos numerus sumus, anche nel turismo!

Ulderico Nisticò

 

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