Turismo culturale e Roccelletta

La Calabria conserva un immenso patrimonio storico. Per limitarci, in questa sede, all’antichità classica, ricordiamo le aree archeologiche di Sibari (Cassano J.), Crotone, Roccelletta (Borgia e Squillace), Caulonia (Monasterace M.), Locri, Reggio, Medma (Rosarno, Nicotera), Vibo V., Tiriolo, Clampezia (Amantea), Blanda (Tortora); senza dire di scoperte preistoriche e protostoriche; e di indagini importanti come Terina (Lametino)…

Il turismo culturale si sta facendo strada, e sono notevoli le iniziative del Polo Museale della Calabria, che stanno attirando visitatori in numero sempre più cospicuo. Un vero progresso, in una Calabria in cui il turismo culturale era, e ancora in parte è, un oggetto misterioso, e guardato con distacco.

Già, il vero ostacolo alla cultura, in Calabria, sono gli uomini di cultura, generalmente (ed esclusi i presenti!) pesanti e noioso ed eruditi. Meno male che sono in via di estinzione!!!
Veniamo a Roccelletta, dove sono in atto molte attività, da ieri 14 a domani 16. Ma cos’è, Roccelletta?

Secondo il mito, il re di Atene, Menesteo, reduce da Troia, fondò Scillezio (Σκυλλήτιον). Personaggio poco noto nei miti, fu però il grande rivale di Teseo, e, per accattivarsi il popolo, creò per primo la retorica politica: mica poco!
Le fonti antiche indicano comunque Scillezio come fondazione di Atene; anche se non abbiamo notizia di contatti posteriori con la pur vivace politica ateniese in Italia. Scillezio passò sotto l’achea Crotone, poi a Locri; e non mancano tracce bruzie.

Coinvolta nelle vicende turbinose degli ultimi anni di Annibale in Italia, la piccola città greca rinasce tra le colonie volute da Caio Gracco, con il nome di Colonia Minervia Scolacium. Minervia in onore della dea Pallade Atena, ad ulteriore prova dell’antichissima presenza ateniese.

L’imperatore Nerva (96-8 d.C.) la rifondò come Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium: lo attesta la grande lapide che, rinvenuta nel XVIII secolo, fa mostra di sé nel Municipio di Squillace.
Fu patria di Cassiodoro, che, dopo la lunga esperienza politica, vi si ritirò, fondando due insediamenti monastici e centri di studio, Vivarium e Castellense.

Ancora abitata, l’area fu colpita da attacchi saraceni; la grancontessa Adelasia vi costruì un monastero con grande chiesa, che però appare usata forse solo come fortezza, kastron, donde rochelle, Roccelletta.

L’area archeologica offre Foro, Capitolio, Teatro, Anfiteatro… e un molto fornito e ben tenuto Museo con sezioni relative a tutta la storia di Scillezio – Scolacio. Imponente, e sorprendente nel suo anacronismo, S. Maria della Roccella.

Merita uno sguardo anche il frantoio, dove si può avere la sorpresa di macchinari prodotti a Soverato.
Si può fare turismo culturale, dunque, senza cadere nelle grinfie dei topi di biblioteca!

Ulderico Nisticò

 

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