Turismo culturale, questo sconosciuto

 Stamani sul far del giorno, passeggiando con i cani, mi avvicina un buon amico per complimentarsi di una recente trasmissione tv, in cui io, per svago, ho svolto la parte storica: Soverato Vecchio, Pietà del Gagini e varie; con tarantella finale. Ho chiacchierato così:

  • Il 90% dei turisti forestieri ignora la storia e il patrimonio artistico e archeologico della Calabria.
  • La colpa non è loro, ma dell’immagine cartolina, che mostra mare (un mare uguale a quasi tutti gli altri mari del mondo), e, in alternativa, boschi (boschi uguali a quasi tutti gli altri boschi del mondo); e dichiara tutto ciò “incontaminato”, aggettivo che, per chi conosce la lingua italiana, significa che non lo ha mai abitato e lavorato nessuno: una cosa da vergognarsi, altro che!
  • A parte che sull’incontaminato, avrei dei dubbi: e penso alle bollicine chimiche di ieri; senza scordare Reggio invasa dai rifiuti.
  • La cultura ufficiale e scolastica della Calabria è all’oscuro di ogni notizia. Potrei farvi nomi, e nomi a Soverato ritenuti ENORMI, di gente che mi ha confessato non essere mai stata a Roccelletta, km. 17.
  • Tale atteggiamento non deriva da mancanza di scuola o di libri, essendo costoro tutti laureati; ma dalla mamma, che, inviandoli con riluttanza a scuola, raccomandò loro di fare q. b. come il sale nelle ricette: imparare a memoria il libro, e non fare domande ai professori.
  • I quali, a loro, volta, furono lieti di non ricevere imbarazzanti domande tipo “professore, parlateci un poco della Magna Grecia”; e giù improvviso svenimento.
  • La medesima cultura è però bravissima nell’arte (sovente ben retribuita) dei piagnistei pseudosociologici, e convinta che l’unico posto del pianeta povero e triste sia stata e sia la Calabria, non avendo letto né la letteratura francese né quella inglese né quella russa del XIX e anche XX secolo.
  • Soverato si trova, oltre che a 17 km da Roccelletta, a 20 da Squillace, 40 da Stilo, 60 da Locri e Gerace, 35 da Serra… e non oso proporre Santa Severina, Altomonte…
  • Manca dunque una politica seria del turismo culturale, che è affidato alla buona volontà del pulmino come l’estate del 2019… e stiamo ancora aspettando quello elettrico promesso dalla Santelli, mentre non lo abbiamo neanche a pedali.
  • A proposito, attendiamo anche il famosissimo spot di Muccino, che (forse) attirerà milioni di forestieri… nel 2021, perché l’estate 2020 sta finendo come la vecchia canzone.
  • PARENTESI: Io non sto contro o pro nessuno, in queste righe: osservo i fatti, felice, se mai, di essere smentito da altri fatti.
  • La Regione Calabria, dal 1970, ha una politica culturale zero spaccato; figuratevi se del turismo culturale. I contributi a pioggerellina di marzo, non spostano quasi niente, tranne far contento il comitato sagra della pasta prodotta altrove

 E questo articolo, secondo voi, commuoverà qualcuno? Non me lo sogno nemmeno.

Ulderico Nisticò